lunedì 30 settembre 2019

Il ritorno della Gialla

E dopo solo due mesi dal patatrac e con le ferie in mezzo, la Gialla è tornata al suo splendore originale o quasi.
Chicco di MGM ha fatto un lavoro colossale, perchè ha preso il meglio di entrambi i motori per realizzare il motore frankenstein finale.
Finalmente a casa!

Ma potevamo limitarci ad un controllo e rimontaggio?
Certo che no!

Per cui mentre c'eravamo via a qualche miglioria...
Per prima cosa visto l'utilizzo prettamente "sportivo", è stata eliminata la valvola termostatica in modo da migliorare il passaggio del liquido di raffreddamento e tenere il motore più fresco.
In seconda battuta è stato eliminato completamente tutto il sistema Pair di immissione d'aria negli scarichi per bruciare i residui incombusti.
Che sicuramente limita l'inquinamento...ma in una moto da pista non serve a nulla...
Per cui via tubi, valvole, lamelle ecc ecc. e soprattutto via perdite di carico per il motore.

Nel periodo di ferma la pompa freno anteriore ha perso carico...per cui sarebbe stata da revisionare.
Per mia grandissima sfortuna Chicco aveva in casa una pompa radiale braking da 19 nuova...
Visto il prezzaccio potevo dire di no?
Per cui via all'upgrade dei freni, che non fa mai male.
Anche qui lavoraccio perchè il serbatoio esterno non stava sotto al cupolino, per cui è stata realizzata una staffa ad hoc.

Nel rimontaggio Chicco ha ricontrollato lo scarico completo arrow, togliendo le incrostazioni, mettendo del grasso da alte temperature e cambiando i prigionieri di fissaggio...
Questo giusto per evidenziare la cura di ogni piccolo particolare...
Nulla è stato lasciato al caso, visto che la moto era a cuore aperto tanto vale sistemare tutto quello che si vedeva.

Adesso non mi resta che un test prima dell'arrivo del generale inverno...
Non vedo l'ora!
S



martedì 17 settembre 2019

Il dinamico duo imperversa ad Adria

La coppia che scoppia!
Domenica 15 settembre è andata in scena una nuova uscita del Team, ormai sempre più inarrestabile.
Con il sottoscritto a piedi, Tinto a Misano a vedere la MotoGP e gli altri in altre faccende affaccendati, a tenere alta la bandiera dell'essere Peones ci ha pensato il dinamico duo Davide e Pole.
Vedete voi chi fa Batman e chi Robin !!!!
Meteo perfetto, poche moto in pista, situazione ideale per una giornata fra i cordoli.
E per l'occasione Pole ha sfoggiato le termocoperte!!!
Pole e i Freni

Il motivo dell'upgrade è presto detto.
Nelle uscite precedenti Davide gli diceva "entriamo insieme e facciamo bagarre" e poi si involava sfruttando le gomme calde!!!!
Pole ha deciso di mettere fine a questa forma di bullismo e di termocopertarsi pure lui!
Siamo davvero ai ferri corti!!!!

Come da tradizione dopo il primo turno per sciogliersi un po', Pole ha dovuto mettere mano all'impianto frenante con un veloce spurgo...
Considerando che a Cervesina stava perdendo per la pista il serbatoio dell'olio della pompa anteriore, direi che i freni non gli vogliono bene....

Che la giornata sia proficua non lo dicono i ragazzi, ma le app sui cellulari.
Con massimo disappunto di Davide che si è fermato ad un ottimissimo 1,26 basso, Pole ha deciso che era il momento di giocare l'asso di briscola, facendo vari giri sul 1.25 e chiudendo con il suo personal Best di 1,25.2!!!!

E poi anche meglio!
Questo tempo, oltre a costringere Pole ad offrire da bere, apre scenari inquietanti perchè per batterlo bisogna entrare nel novero di quelli che il gas lo danno per davvero e non lo centellinano.


Posso fare una dichiarazione shock?
Non credo di arrivarci.
Altro punto a favore di Pole è che la Tuono è una moto stradale, se pur molto a punto...
Talmente a punto che perde qualche pezzo per strada...tipo la leva del cambio...
Ma sono sottigliezze!

Più in basso trovate il video della riparazione!

Non mi resta che fare i complimenti ai ragazzi per i risultati ottenuti e iniziare a pensare a come insidiarli...anche se ho come l'impressione che sia molto ma molto ma molto oltre le mie possibilità.

W il Team Peones!


P.S.
Ok il carrello, le termocoperte, i tempi interessanti, ma qui il livello di peonaggine resta sempre al top...

P.P.S.
Supportate il team! Clikkate sulle pubblicità!

mercoledì 11 settembre 2019

Gialla Recovery

Bene bene, come visto nel video di Mgm, il problema della Gialla è dato dal banco che ha avuto un'usura anomala per cui l'albero motore "balla" assialmente di qualche millimetro...
In attesa di un cuore nuovo

Visto che sono l'unico al mondo ad aver distrutto il banco di un CBR riposto il video che fa sempre piacere...

Successivamente al video abbiamo iniziato a ragionare su come sistemare la moto ed è subito stato evidente che l'unica soluzione economicamente sensata fosse quella di trovare un motore usato per una sostituzione completa.

Inizia la caccia e inziano le comiche...

Fabrizio mi ha dato un paio di contatti su Milano.
Il primo ragazzo ha un motore di scorta, si accontenta come costi...ma la prima cosa che mi dice è :" scusa ma la mia moto ha fatto 37 mila kilometri solo in pista senza dover far nulla, come hai fatto a rompere la tua...." , Ottima partenza direi!
Il problema vero è che al momento di mandarmi delle foto si accorge (!?!?!?!?) che il banco è completamente crepato....
Il secondo è un meccanico che forse ha un cliente con un motore da vendere...
Mi richiama dopo un paio di giorni dicendomi che ha un motore perfetto, ma che ha i pistoni da sostituire..(?!?!?!?).. per cui basta fare un po' di taglia e cuci con i pezzi del mio motore e risolvo.... che voglio dire bellissimo eh, ma tutto quello che risparmio nel costo del motore, poi lo rispendo in manodopera... e comunque il mio concetto di motore perfetto è un altro eh

Riparte la caccia insieme a MGM.. chiamiamo un paio di clienti, un demolitore a cui Chicco aveva venduto un cbr incidentato, ma nulla.

E via di Internet.
Trovo un motore bello garantito ad Ancona...ma è senza qualsiasi componente accessoria (alternatore, frizione ecc) e vogliono la bellezza di 1050 euro... che sono una follia...
Sento qualche altro inserzionista senza troppa convinzione e poi vedo l'annuncio di un motore ad Arezzo che mi sembra bellissimo e soprattutto è stato pubblicato da pochi minuti.
Contemporaneamente gli telefono, gli scrivo una mail, gli mando un piccione viaggiatore e gli metto la testa di un cavallo nel letto.
Giusto per essere sicuro di riuscire a far capire al povero Luca che sono davvero interessato al suo motore.
Visto che il mondo è davvero piccolo, chiamo il mio amico Alex che oltre ad essere di Arezzo è anche il responsabile dell'officina della concessionaria Ducati, oltre ad essere una gran manetta.
Così combino tutto e sabato mattina parto alle 6 per essere alle 8.30 davanti al capannone dove Luca ha una piccola officina.
In questo luogo di perdizione motoristica prepara delle special, tutte le info su http://www.ironartbikes.it/

Visto che il mondo è piccolissimo Luca e Alex si conoscono...direi un ottimo vantaggio per me.

La storia del motore è l'opposto di quello capitato a me.
Un amico di Luca ha preparato la moto per andare in pista e alla seconda uscita ha piegato il telaio in una caduta. Per cui ha venduto motore e forcellone a Luca che voleva farci una special, ma dopo più di un anno era ancora lì fermo, per cui ha deciso di salvarmi la vita!!!!

Se per il motore abbiamo parlato 5 minuti, ne abbiamo spesi di più per commentare le piste italiane e le moto che ci piacciono davanti ad un caffè e una pasta!

Ma il tempo è tiranno per cui giro l'auto e scappo da MGM per consegnare il motore prima che chiuda.
Motore portatile!

Adesso non mi resta che aspettare il rimontaggio e la verifica del tutto....

Incrociamo le dita che di sfiga ne ho avuta già abbastanza.

Ringrazio moltissimo Alex per il supporto tecnico e morale e soprattutto per venire a dare un'occhiata di sabato mattina alle 8.30!!!!!
Per molti sarebbe stata l'alba!

Alla prossima puntata.



domenica 8 settembre 2019

Il colpevole Fabrizio a Cremona!

Voi non lo sapete, ma Fabrizio é il vero colpevole di tutto.

Nel senso che la sua passione è straripante e nel corso dei mesi scorsi ci siamo sentiti continuamente dopo esserci conosciuti Virtualmente in un gruppo di appassionati di moto su Facebook, condividendo i nostri  deliri pistaioli.
Il primo incontro reale è stato in ottobre 2018 a Castelletto, e da lì è stato solo un crescendo, con l'uscitona di Cervesina e altre cose che bollono in pentola.

Per questo Fabrizio è il colpevole di avermi messo il tarlo di uscire dal mio habitat naturale del paio di uscite annuali e cercare di alzare il  io livello di guida.
Lui sta facendo lo stesso, però diciamo che è molto più avanti coi lavori...

Sabato è andato a fare un pareggiamento a Cremona e si merita che gli faccia lo scherzo di fare un piccolo report.

Per chi non lo sapesse i pareggiamenti sono una formula per le giornate di prove libere che sta prendendo piede sui circuiti di tutta Italia.
In pratica i partecipanti vengono divisi in base ai tempi dichiarati, vengono fatti dei turni liberi in cui vengono confermati i valori in campo e la giornata finisce con delle "simil-garette" con partenza lanciata di 5-6 giri fra piloti che dovrebbero essere più o meno dello stesso livello.
Inutile dire che la formula ha moltissimo successo perchè permette di fare una garetta con piloti più o meno del tuo stesso livello, senza tutta la parte "impegnativa" di partecipare ad una vera gara, per cui preparazione della moto, licenza, costi di iscrizione ad un campionato.
Ovviamente fra i puristi c'è chi storce il naso perchè c'è un minimo di "zona grigia" sul piano assicurativo visto che di fatto si sta partecipando ad una gara e non ad una giornata di prove libere, ma non è questo il luogo in cui parlarne.

Tornando al nostro eroe ecco il riassunto del Sabato racing dalle sue stesse parole arrivatemi per Whatsup:
Ieri sera arriviamo e pioveva... 
Stamattina sole ma pista bagnata quindi primo turno saltato.
Entro secondo turno con gomme usate e faccio 1.41.2 a 5 decimi dal mio best lap....
bello contento alle 12 entro per il secondo turno, dopo appena una curva perdo l’anteriore e via in ghiaia ... turno perso , pedana storta, piccola abrasiione alla vasca liquido di raffreddamento... torno al gazebo incazzato nero , la moto perdeva un po’ d’acqua e temevo fosse finita la giornata...
Ci mettiamo a guardare bene e via di nastro Americano ( Team Peones a manetta Nota di Simone :-P) , controllo bene che non esca acqua e poi guardo le gomme,.... non mi sento confident e decido per il cambio.
Ore 14:20 si entra per l’ultimo turno cronometrato, la caduta mi condiziona un po’ ma cerco di non pensarci soprattutto penso di aver delle gomme nuove e via inizio a dare  gas e arriva il mio nuovo best 1.40.1!!!
Porca troia non riesco a vedere il 39,99999 ma sono contento (- 6 decimi dal mio best).
Poi pareggiamento.
Mi mettono nei 600 veloci ( con un er6 che ha 50cv in meno....)NdS), parto 38 su 39 ma mi diverto e duello con un R6 e un kawa 600.... best in gara 1.41.
Ma con bagarre ci sta.... alla fine sono contento anche se la caduta mi ha condizionato la giornata , non ci voleva però va bene così!!!

Che dire bravissimo!
Però quando ho tirato giù 6 decimi al mio best con la Titty ad Adria Fabrizio mi ha perculato perchè potevo fare meglio...per cui restituisco il favore.

"Dai fermonazzo, dagli del Gas!!!!"

Chissà se alla prossima non ci sfideremo...anche se io nei 600 veloci non ci finisco nemmeno con un 1000!!!

P.S.
Non avendo foto metto su due seti di provini di un'altra uscita.

Grande Fabri daje!!!!

P.P.S.
A tutti quelli che pensano che per girare ci voglia un 1500 biturbo da 600cv....dico W le moto dell'autoscuola! GRandissima Er6n :-PPP



venerdì 6 settembre 2019

Meeting in pista FMI Epoca ad Adria

Racing Passion
Sabato 31 agosto ho approfittato di una sveglia imprevista molto ma molto anticipata e ne ho approfittato per fare  una volata ad Adria.
Era in atto il quarto appuntamento dei meeting in pista FMI dedicati alle moto storiche.
Oddio dedicati mi pare eccessivo, perchè se è vero che la parte del Leone la fanno le vecchiette, è altrettanto vero che l'evento è molto grande perchè comprende il campionato italiano 2t, il trofeo Guzzi con le V7, l'endurance d'epoca e il vero motivo della mia incursione, il campionato italiano Lightwin 650 che vede sfidarsi in pista i ragazzi dell'omonimo gruppo Facebook di cui faccio parte come lettore visto che non corro.
Per cui Sv650, Er6 e prototipi con telai artigianali e quei bicilindrici 650 che all'estero e al TT hanno tanto successo.
Io ci sono finito dentro perchè Fabrizio ha fatto qualche uscita con loro e perchè l'anno scorso ad Adria avevo incrociato Francesco...
Mentre io con il Triple arrancavo intorno all'1.30, mi sverniciava con la sua SV girando in 1.24....
Il bello è che ho scoperto nelle settimane successive che quel missile arancione che curvava al doppio della mia velocità era lui...il mondo è davvero piccolo, anche quello online!
V7 da trofeo

Dopo questa lunga premessa passo alresoconto della giornata.
Arrivo e rimango stupito perchè i marshal mi fanno parcheggiare praticamente all'ingresso... tutto il piazzale fuori dal paddock è coperto di tendoni, furgoni, camper e soprattutto una marea di moto presenti.
Dal sito FMI si parla di 300 iscritti fra le varie categorie, direi davvero notevole.
Già capisco che l'ambiente, pur competitivo perchè stiamo parlando di gare, è molto rilassato, si gira, si guarda, si chiacchiera.
Anche il paddock coperto è pieno, ma a farla da padrone sono i "servizi" c'è un camion ristorante, il gommista racing, il servizio per i partecipanti altrofeo Guzzi endurance, diciamo un altro livello rispetto al campo nomadi delle giornate di prove libere.
Mi salta subito all'occhio che al box 6-7-8 c'è in gran spolvero il Team Guareschi corse con le V7 da trofeo ma soprattutto con il loro prototipo per le guzzi big bore.
L'avevo già visto al bike expò di Verona e non posso confermare il fatto che sia splendida e che la proverei davvero volentieri.
Scatto qualche foto e poi vado in tribuna a vedere un po' di qualifiche del trofeo endurance.
Stanno girando moto anni 70/80 tirate per le gare di durata.
La moto ufficiale di Guareschi...

La prima cosa che mi colpisce è la diversità, ci sono Ducati 750F1, Suzuki gsx, Honda CB, Paton bicilindriche, Laverda ecc..
Sono completamente diverse per dimensioni, suono e guida richiesta.
Davvero uno spettacolo.
Mi cade l'occhio su un Ducati che tuona in maniera assordante.
Così per ridere gli prendo i tempi e vedo che gira sul 27 di passo... mica lenta la moto e soprattutto mica lento il pilota a fare quel tempo con una moto di quasi quarantanni!!!!

Nel mentre riesco a sentire Francesco e finalmente lo incontro nel suo box, che condivide con una serie di amici, sono qui da giovedì sera accampati nel box. Alla faccia della passione eh!
Scruto un po' la sua SV e non mi capacito di come possa fare i tempi che fa...
Devo dire che rimango folgorato dal Cbr600rr 2003 (mi ricorda qualcosa..) del suo amico Fabio che corre nella classe open per moto fino al 2007.
E' completamente preparata HRC supersport con i pezzi del kit del tempo.
Un universo di carbonio con 130cv alla ruota.... sbavo... soprattutto pensando alla mia che è senza motore...e a me che sono senza speranze :-P
La super SV di Francesco
Resto una mezz'ora nel box a conoscere Fabio e Francesco che poi mi accompagna a vedere le postazioni degli altri partecipanti alla lightwin.
Vedo le moto dei team Pagani e Rosmoto, davvero belle. Alcune hanno il motore portato a 700 o 750 con potenze vicine ai 100cv sui pesi da 120/130kg.... da guidare devono essere davvero uno sballo.
Saluto Francesco che deve finire alcuni lavori prima di concentrarsi per le qualifiche delle 14 e rifaccio un giro nel paddock e sulle tribune.
Rimango un po stupito perchè di fatto tutti quelli che corrono con moto 4T hanno le moto sui cavalletti e al massimo cambiano gomme o rapporti, tutti quelli con le moto 2T le hanno praticamente mezze smontate...ci vuole davvero tanta passione e tanta manualità coi 2T!!!
Il Cbr Full Carbon di Fabio...

Il mio tempo è scaduto per cui riprendo la strada di casa.
Davvero bella esperienza.
Il prossimo evento è il 13 ottobre a Misano. Se siete in zona passateci non ve ne pentirete.
Stay tuned!

P.S.
Giusto come nota informativa, Francesco ha fatto la pole e vinto la gara!
Bravissimo!

P.P.S.
Guareschi con la sua Guzzi open ha girato in 1.20.... VENTI con una Guzzi....

martedì 3 settembre 2019

Svizzera bagnata Svizzera sfigata – 2019


Sappiamo tutti che nella settimana di ferragosto è meglio evitare i luoghi balneari: troppa confusione, troppe code, è preferibile andare in montagna.
Così il sabato che precede ferragosto decidiamo di partire di buon’ora io, Edo e Meno alla volta della Svizzera, ritrovo ore 6 a casa di Meno.
Perché partire così presto? Quando devi fare un viaggio di 8-10 ore e hai possibilità di guidare senza traffico ed al fresco è bene approfittarne.
Pronti via arriviamo a Mantova dove Edo mi affianca e mi dice: #*+\§ù$ LA MOLLA #£^+*ç”.Una volta fermi vedo che ha perso la staffa che tiene su la molla di sostegno del cavalletto, ed è strano perché Edo non rompe mai nulla.
Per fortuna un generoso cittadino delimita la sua proprietà con una rete composta di filo di ferro, quelle verdi con una trama a rombi, con una tronchese ed un piccolo sforzo ricreiamo la staffa e ripartiamo....
Ci fermiamo a fare colazione al Caffè Sordello di Goito, un bar molto carino e ben fornito.
Siamo in viaggio da ormai due ore e tutto procede secondo i piani.
Direzione Milano ma alla volta di Crema Edo mi affianco di nuovo, ci fermiamo in mezzo al nulla e vedo la sua marmitta penzolare, ha perso la vite che tiene attaccata la marmitta al telaio.
Strano perché Edo non rompe mai nulla!!!!
Cerchiamo tra i guardrail, i cartelli stradali, i lampioni ma nessuna vite combacia, dobbiamo trovare una ferramenta.
Nel mentre stringiamo anche le viti del collettore marmitta-cilindro, essendo stata sospesa a lungo i dadi si sono allentati e la marmitta ha cominciato a sfiatare.
Ricordatevi di questo episodio perché più avanti ci farà comodo.
La ferramenta è poco più oltre lungo la strada, compriamo una M10-20mm a testa esagonale e ripartiamo.
(Vi do un consiglio gratuito: partite sempre di sabato così se emergono problemi trovate i negozi aperti..).
Sorpassiamo Crema, Milano, e nei pressi di Como ci fermiamo a pranzare, è ormai l’una. Dopo un’oretta trascorsa nel parcheggio di un’azienda a mangiare panini ed alette di pollo ripartiamo verso il confine e giunti a Lugano ci fermiamo in un centro commerciale a comprare le SIM svizzere ed io mi faccio inculare in 3 2 1: di fronte al negozio di telefonia c’è un cambia valute e di fianco un bancomat, andando a colpo sicuro vado dal bancomat e prelevo 100 dollari svizzeri, pagandoli 96€, si sa che tra un uomo ed una macchina sarà sempre il primo a fregarti.
Ed invece no, qui siamo in Svizzera non a Caracas, per curiosità vado dal cambia valute a chiedere cosa mi sarebbero costati 100 pesetas svizzeri e mi dice 92€….
Dopo un’oretta, sono ormai le 17, arriviamo a Cadenazzo dove dormiamo in quel di Pianturin, una specie di borghetto tra i monti composto da una decina di capanne in pietra.
Un posto incantevole sia nel contorno vegetativo sia nella struttura del borgo.



La capanna è molto bella, nuova e rifinita in legno, al secondo piano c’è la zona notte composta sostanzialmente da un lettone a castello in cui si dorme in 3-4 sotto e 3-4 sopra. La luce ha un timer, viene accesa non da un pulsante ma da una rotella che arriva massimo fino a mezz’ora, cosa strana. Il bagno è normale, senza infamia e senza lode. Alla sera non sfruttiamo il camino fuori da ogni capanna come fanno gli altri ospiti ma usiamo la cucina comune per prepararci un buon piatto di pasta, un euro a testa di spesa e passa la paura.  La gestione a propria insaputa ci offre anche una bottiglia di vino che finisce nello stomaco di Edo e Meno.




Per soli 23€ a testa è un posto che consiglio a chi viaggia nella zona, li merita tutti. Il giorno dopo ripartiamo, direzione ponte sospeso Carasc, ad una mezz’oretta di viaggio. Il ponte è raggiungibile con una camminata di una trentina di minuti nel bosco, il caldo ed i bagagli in spalla non rendono questa camminata proprio piacevole ma arrivati a destinazione troviamo un ponte lunghissimo, altissimo, e sospesissimo.

In questo caso le mie mie vertigini vengono battute dalla mia curiosità. Il tempo butta male però, comincia a sgocciolare e abbiamo molti km da fare quindi ci rimettiamo in marcia in fretta.

Recandoci nella Svizzera tedesca attraversiamo il San Gottardo ed il passo della Furka senza godere del paesaggio, la tremenda foschia e la pioggerellina non ci rendono le cose piacevoli.
Edo, che non rompe mai nulla, non riesce a salire agevolmente su per i monti, la sua Vespa è scarburata dura, proviamo a risolvere con quello che abbiamo ma poco cambia. Passiamo da Gelmerbahn dove il mio piano di fare un giro sulla funicolare panoramica svanisce causa maltempo. Riusciamo a visitare una diga enorme ed un lago lì vicino poi decidiamo di andare verso Interlaken a dormire. Non ci arriveremo mai. Meno lamentava dei problemi al freno dietro, siamo costretti a fermarci e levando la ruota troviamo una molla spezzata, non permette così il rientro del freno che resta sempre tirato.


Ricostruiamo il gancio con una spira della stessa molla, tempo di richiudere che inizia a diluviare, siamo costretti a cercare da dormire nella zona e troviamo posto poco più in là in un hotel a 3 stelle.
Consumiamo la cena in hotel, ci serve una cameriera spagnola calda come il brodo che parla l’italiano e spende due parole per intrattenerci, poi a letto presto e la mattina dopo si riparte.
Il soggiorno e la cena ci sono costati una cosa tipo 100 sesterzi a cranio, fuck.
Ci aspetta una lunga giornata di pioggia, direzione un ostello ad Interlaken, cittadina che separa due laghi al centro della zona che vogliamo visitare: l’Oberland Bernese.
 Arriviamo verso pranzo saltando una serie di mete che mi ero prefissato tipo cascate, grotte, laghi e l’osservatorio più alto d’europa: Jungfraujoch; mangiamo con i panini rubati dal buffet della colazione con la spagnola e facciamo il check-in.
Nel caso non ci foste mai andati gli ostelli sono strutture per viaggiatori, economiche e con poche pretese: offrono camerate grandi in cui finisci a dormire con non si sa chi, il bagno è condiviso e ti mettono a disposizione una cucina comune. Comincia il bello. Edo pronti via e apre la porta della nostra stanza con un calcio, la neozelandese che c’è dentro ci guarda subito stranita ma d’altronde doveva capire chi comanda d’ora in avanti. Ci sistemiamo e nel mentre faccio due chiacchere con la Maori, parliamo fra le altre del suo paese e mi dice che in NZ si parlano 3 lingue: inglese, maori e linguaggio dei segni. Avrei fatto un appunto dicendo che il linguaggio dei segni è parlato ovunque per venire incontro alle esigenze dei sordomuti e non lo definirei una lingua vera e propria ma evito la precisazione.
Visitiamo la cittadina che è piena di asiatici e arabi, questa cosa la riscontriamo in tutta la parte tedesca di Svizzera. Io prendo delle fragole con cioccolato fuso, poche fragole, poco cioccolato, molti soldi: mi costa 8.9 dolla, al cambio fa tipo 8€.
Cosi associo gli asiatici e gli arabi visti in precedenza con il costo elevato della vita e tutto torna, mancano solo i russi per chiudere il cerchio della ricchezza. Edo e Meno nell’ultimo acquazzone si sono lavati nonostante l’antipioggia della Spidi (fan cagare non comprateli, la loro impermeabilità dura quanto un gatto in autostrada, io col mio Tucano Nano vado da dio). Troviamo un negozio di abbigliamento da moto a Thun e decidiamo di andarci a far spesa. Durante il tragitto finiamo in autostrada, lì non ci sono caselli e nemmeno cartelli col divieto di accesso per mezzi di piccola cilindrata, spero non mi arrivino milioni di dracme di multa. Comprato l’antipioggia nuovo facciamo un giro per Thun, città molto carina, attraversata da un fiume di un colore azzurro limpido e caratterizzata da un’architettura fiabesca.


Purtroppo il meteo avverso non ci permette di dedicarle il tempo che merita e vediamo poco.
È giunto il momento di cenare e di provare questa fantomatica cucina condivisa. Non l’avessimo mai fatto. Ci vuole almeno mezz’ora perché arrivi il nostro turno ai fornelli, vediamo ondate di cinesi cucinarsi della merda in barattolo tipo saikebon e altre sporcherie non meglio definite.
Tocca al nostro pollo con funghi del Lidl, di fianco abbiamo: una cinese che butta del riso a bollire e se ne dimentica, inutile dire che in quella pentola ci abbiamo infilato del sale, dello zucchero e la lanugine del mio ombelico. Siamo pur sempre italiani. Qualche fornello più in là c’è una tipa occidentale che prende una pentola, la riempie di acqua, ci mette una busta di tortellini e poi la appoggia sul fuoco finché l’acqua non evapora completamente, a quel punto ribalda tutto in un piatto e ci mette sopra una fetta di fontina o similare. 
Se sta gente si facesse un anno in galera da noi mangerebbe meglio. 
La mattina seguente ci svegliamo che in stanza c’è una persona in più che dorme, un maschio, non ben identificato. Facciamo colazione in mezzo ai cinesi ed ai loro saikebon e saliamo a fare le valigie, il maschio non ben identificato ora prende un’identità: direi più o meno pachistano, è di fronte allo specchio che si sta facendo la riga da una parte con un pettine bagnato, indossa una maglia urenda tutta dorata sopra a dei jeans grigi con delle scrillate d’oro e ha delle scarpe a punta fuori da ogni ragionevole dubbio, lo squadro e con spavalderia mi rivolgo a Meno che è di fianco a lui:
-          Non è mica male la maglia del tipo, anche i pantaloni fan merda.
-          Vabbè guardalo, cosa ti aspetti da uno così? è andata anche bene.
Tempo 30 secondi che il tipo mi guarda e in un italiano un po’ goffo mi chiede: voi da dove venite?

Meno intriga la testa nello zaino e comincia a ridere, io con la faccia come il culo lo guardo e gli rispondo Napoli.
Facciamo su le nostre cose e andiamocene che è meglio, qui ne abbiamo combinate abbastanza. Il tempo è di nuovo poco clemente, non piove ma quasi, direzione Lauterbrunnen, paesino incantevole che sembra uscito da una favola, verde ovunque, cime innevate a contorno, casine sulle colline ed una cascata altissima che sfocia in pieno centro.


Ci fermiamo per qualche foto, diamo un occhio allo splendido paesaggio e andiamo oltre fino a raggiungere una cascata all’interno di alcune grotte a Trummelbach. Paghiamo qualche fiorino all’ingresso e facciamo una gita di un’oretta dove si può ammirare il percorso dell’acqua all’interno della montagna per una decina di “piani”, fa impressione quant’acqua si muova e con quale violenza.


La visita finisce e andiamo oltre in questa stupenda zona per cercare da mangiare.

Finiamo in un albergo in fondo alla strada dove ci mangiamo una pesantissima fonduta.  Ci rimettiamo in marcia per andare più ad est, passando di nuovo da Interlaken che è un po’ il centro nevralgico di quest’area.
Ci fermiamo a legare con il fil di ferro il silenziatore di Edo, cosa strana dato che "Edo non rompe mai nulla"!!!!
Andiamo a visitare il lago di Blausee, lago Braies spostati proprio! È un laghetto non balneabile in cui hanno fatto una riserva di trote, si possono osservare le varie vasche in cui fanno crescere i pesci, una sorta di piccolo museo, qualche fiume e ponte. Ripartiamo e troviamo da dormire in un paesino dove ci sono solo scout in ritiro. Gli altri vanno a riposare ma io decido di restare in strada a guidare, sono le 18 e provo a visitare il lago Oeschinen ma purtroppo ci si arriva solo percorrendo 3km a piedi nel bosco, dato il clima non mi sembra il caso e salgo su di un monte a caso lungo una stradina stretta e ripida, finisco in cima in mezzo alle nuvole, non si vede una fava ma in cima trovo un rifugio dove si mangia. Vado di corsa a prendere gli altri e li riporto su ma al rifugio ci dice il gestore che quella sera non è possibile cenare perché manca la cuoca....


Andiamo quindi nel posto più tipico in zona, molto caratteristico, anche le cameriere sono vestite in stile. Edo le saluta facendo un rutto gigante a tavola mentre ordiniamo. Mangiamo Rosti, il piatto tipico svizzero composto sostanzialmente da un tortino di patate con uova e varie cose a scelta tra speck, formaggio o funghi. Mangiamo molto bene e paghiamo relativamente poco.


La mattina successiva il meteo è clemente nonostante gli 8° e partiamo verso il Lichtenstein facendo un smacinata di km, diamo un occhio a Lucerna, città molto bella e ci dirigiamo verso il confine.

 Lungo la strada abbiamo beccato un tizio su una moto Ceccato vecchissima, roba della guerra probabilmente con un po’ di comandi ai piedi, un po’ sul manubrio ed un po’ sul telaio centrale.


Dormiamo a due passi dal confine, in un posto infimo dove si mangia pure male.
Arriviamo in Lichtenstein il giorno di ferragosto dove si celebra la festa dei regnanti, c’è un grande evento in tutta la città di Vaduz con bancarelle, cibo e musica. Incrociamo una Vespa targata FE ma non riusciamo a fermarla, ci ferma però un calabrese che 40 anni fa si è trasferito lì con cui scambiamo due parole, anche lui patito di Vespa. Piccola visita al castello in cui vivono i regnanti e ripartiamo, Austria e poi Italia.


Arriviamo in Austria dalle parti del lago di Resia, zona che io e Meno avevamo già visto durante il primo brokeback mountain nel 2016. Piccola occhiata ad una vecchia base militare in cui ci sono dei carrarmati fuori, breve scorcio del campanile che emerge dal lago di Resia e dormiamo in un 2 stelle economico ma fighissimo, il garni Schönebenblich, restiamo piacevolmente sorpresi finalmente.


Il giorno dopo inizia il rientro attraverso lo Stelvio ed il Gavia, due passi che vanno assolutamente percorsi. Sullo Stelvio qualcuno scia anche, ci sono pur sempre 4°. Mangiamo della polenta sul Gavia dove becco uno Sloveno con targa personalizzata niente male.

Torniamo verso casa ma a Brescia ci dobbiamo fermare per la vespa di Edo, e questo è davvero strano perché Edo non rompe mai nulla!!!
Ricordate quando al primo giorno si è staccata la vite di sostegno della marmitta e si è allentato il collettore sul cilindro? 
Non si sono soltanto allentate le viti, ma a seguito dello sforzo dato dal mancato sostegno si è crepata la flangia di attacco e coi km percorsi si è spezzata a metà.


Sono cazzi ma per fortuna a due passi c’era un’officina aperta (venerdì 16 agosto!!) due punti di saldatura e siamo ripartiti, piccola sosta a Goito al Caffè Sordello e alle 22 ero in casa. 1700km in tutto.


Da questo viaggio abbiamo imparato diverse cose:
  • -          La svizzera costa un troiaio.
  • -          Le strade svizzere sono perfette, non abbiamo visto un buco.
  • -          La valuta svizzera non ci piace e piuttosto che chiamarla col suo nome ne usiamo altri anche di monete ormai in disuso da secoli.
  • -          Ogni fottuta volta che viaggiamo piove.
  • -          Edo non rompe mai nulla.

Alla prossima!