giovedì 29 agosto 2019

Acciderbolina!!!!!

Questa è proprio la prima parola che mi è venuta dopo aver ricevuto il video di Chicco di Mgm che mi aggiornava sullo stato della Gialla...

Non ci credete?
Beh fate bene,mi sono giocato almeno 5-6 anni di paradiso.
Quindi la Gialla è completamente out.
E adesso?
Non mi resta che tornare dalle ferie, andare a vederla e capire cosa fare.
Evviva!!!

lunedì 26 agosto 2019

Tour dietro l'angolo: Bologna - Polonia!!

Come sapete i protagonisti delle Fute serali sono un gruppo di amici Bolognesi.
quattro dei quali nelle scorse settimane hanno fatto il loro consueto giretto fuori porta estivo.
Ho quindi chiesto al buon Cippo di buttare giù due righe e di lasciare qualche info a chi rimanesse affascinato.
Il team!
Ecco il report!
L'idea mi è venuta lo scorso inverno, di Europa ne ho girata un bel po' e comunque occorre conciliare i giorni disponibili, e i km da fare.
Non sono un culo di pietra pertanto considero tappe da 300 / 350 km che fatte su statali sono parecchie ore di moto.
Dopo la doverosa premessa ho individuato la destinazione, Cracovia.
Le tappe previste erano
Bologna > Klagenfurt
Klagenfurt > Bratislava
Bratislava > Cracovia
Sosta 1 GG
Cracovia > Zakopane
Zakopane > Qualcosa in Slovacchia
Qualcosa in Slovacchia > Boh_1
Boh_1 > Boh_2
Boh_2 > Casa
( quando i piani di viaggio sono pieni di Boh, sono piani ben riusciti Nota del Redattore :-P)
Bratislava

I protagonisti
Il sottoscritto
Il Gillo
Fabio Gas Gasperini
e il Sereno

Day 1
Si parte il 10 agosto Mattina (7:30... si lo so sono troppo buono..) la giornata degli ingorghi promette bene, sulla A4 un bel cantiere lungo 20 KM che restringe la strada a due sole corsie ci obbliga a slalom degni del nostro concittadino Alberto (ma porca troia ma perchè negli altri paesi gli automobilisti si spostano e danno strada alle moto mentre in italia sono tutti così teste di ca**o).
Usciti indenni dalla A4 imbocchiamo le strade della Slovenia inerpicandoci per il passo Vrsic in cima al quale un pulman blocca completamente la circolazione impedendo di salire o scendere, a onor del vero non era colpa sua ma tant'è.
Cracovia

Passiamo ma secondo noi qualcuno è ancora lassu, in fila.
Insomma un pessimo inizio, ma una ottima conclusione con bagno in piscina in una discreta Gasthof
dove la prima cosa che ci chiedono è se abbiamo sete e ci versano un bicchiere da un litro di acqua gasata, la migliore della mia vita.
Gastof Pisl
https://goo.gl/maps/LgZnAsiRJa44uq9SA
Day 2
Nulla di particolare da segnalare, un tranquillo trasferimento durante il quale decidiamo di passare dall'Ungheria anzichè dall'Austria.
Unica nota di merito un breve tratto di Pista esattamente qui:
https://goo.gl/maps/s1WnFvWwu2LuDSxm7

In serata siamo a Bratislava, l'hotel è abbastanza anonimo dall'esterno, ma ci stupisce una volta entrati e preso possesso delle stanze, belle moderne un bellissimo bagno, tv enorme..
Insomma una bella sospresa e oltretutto economico, non da ultimo garage sotterraneo gratuito per le moto.
Pimp My cocchio

Ok é un po' fuori dal centro, ma i taxi hanno un costo irrisorio e questo varrà anche per Cracovia dove abbiamo anche utilizzato Uber che personalmente ritengo geniale.
Il boicottaggio dei tassisti italiani nei confronti di uber è comprensibile dal punto di vista economico, ma anacronistico.
Se non lo avete mai usato, fatelo appena ne avete l'occasione, è di una semplicità disarmante e assolutamente economico. (25% meno dei già economici taxi)

Hotel Viktor
https://goo.gl/maps/FfC5FwvcmkMUnU7R9

Il concierge ci suggerisce un locale per mangiare, il Flagship Bratislava
http://www.bratislavskarestauracia.sk/
Il panino al pastrami

Mangiamo così così ma il posto è spettacolare.
Bratislava è molto carina, come tutte le città austroungariche, nel corso centrale si alternano locali per mangiare a strip club con gli inevitabili buttadentro, la percentuale di belle ragazze è impressionante... 
A colazione la mattina seguente su 5 ragazze presenti nella pasticceria c'era solo l'imbarazzo della scelta.
Day 3
Alla Volta di Cracovia, trasferimento senza patemi, cominciano i cantieri che producono cantieri che producono cantieri (non è una ripetizione).
Ovunque passiamo lavori lavori lavori. Cracovia ci appare sterminata, gli ultimi 10 Km non passano mai, finalmente Hotel.
Le moto vengono custodite dentro dei Box esterni chiusi a chiave sotto la grande pensilina dell'hotel.
Hotel carino, un 4 stelle da centro congressi, fuori mano ma vale quanto detto di Bratislava sui taxi.
http://hotelswing.pl/en/
Arrivando Gillo si sente a casa o meglio al lavoro, su un palazzo campeggia l'insegna del suo datore di lavoro.
A Cracovia ci fermiamo 2 giorni, l'idea era quella di visitare Auschwitz, ma dato il periodo i posti scarseggiano e si parla di tempi biblici per la visita.
Peccato, per quanto abbia visto milioni di immagini e documentari credo valesse la visita.
Ci rifaremo.
La Serata  minaccia pioggia, non facciamo a tempo ad arrivare in centro che ci dobbiamo buttare dentro un ristorante a cena.
http://pijarska17.com/en/home/
Occhio che all'est mangiano prestino per cui alle 19:30 fatevi venire fame.
Nutella alcolica!

Day 4
Il giorno seguente visita alla città,
Castello (Apprezzamenti in italiano a ragazze italiane che fanno notare che capivano tutto...)
Ghetto Ebraico dove speriamo di mangiare un panino con pastrami. Lo troveremo solo in un locale piuttosto distante e soprattutto non particolarmente aderente all'immagine che ci eravamo fatti di una gastronomia Ebraica.
http://www.pastramideli.pl/en/
Devo però dire che era veramente ottimo.
Rientro in hotel e uscita a cena
https://kawaleria.com.pl

Day 5
Piove governo ladro, partenza rinviata alle 13:00 quando si spera smetta, e lo fa.
Partiamo per Zakopane, gara bagnata, ripiove! traffico traffico traffico 3 ore per 100 KM.
Arriviamo a Zakopane la Cortina Polacca, belle costruzioni montane in legno, una marea di gente a passeggio per il viale principale pieno di locali, non certo l'immagine della Polonia
grigia e triste che spesso si è portati a pensare.
Di grigio c'è l'albergo, quello si che fa tornare agli anni 70 e alla guerra fredda.
https://hyrny-hotel-zakopane.hotelmix.it/
Dal sito non si intuisce ma una veloce ricerca google immagini renderà l'idea.
On the Road

Come sempre usciamo a cena, mangiamo qui
https://www.facebook.com/kolorowazakopane/?rf=272138609476245
Cotoletta Spettacolare anche se il top lo raggiungiamo con un liquore di cui ero a conoscenza avendolo bevuto da amici:
La Soplica alla nocciola, nutella alcolica!
Gillo ne diventa immediatamente dipendente.

Day 6
è ormai cominciato il rientro in italia, decidiamo di fare tappa a Nitra, attraversiamo quindi i monti tatra che in fin dei conti sono delle collinone ma prima di affrontare la salita, a un semaforo il Sereno decide di sdraiarsi da fermo (causa strada in pessime condizioni) su un  van volkswagen (nessun danno rilevante) condotto da uno zelante poliziotto fuori servizio, che chiama polizia pompieri esercito guarda di finanza etc..
insomma 1,5 ore fermi a fare un cid, e per fortuna lo hanno compilato loro.. immaginatevi compilare un cid in slovacco...
Nitra

Seguono strade collinose sino a Nitra, dove davanti all'hotel
https://goo.gl/maps/kbP3CyS7GN5XK5wY7
c'è un biergarten con la 0,5 a 1,3 €, usciti dal biergarten passeggiamo, il selciato è composto da sassi tondeggianti e il sereno commenta le scarpe con i tacchi non adatti al fondo stradale di una ragazza davanti a noi che si gira ridendo. Sei Italiana? No ma lo parlo bene segue scambio di battute con l'indigena che parla italiano perfettamente senza alcun accento.
Ci congediamo e andiamo a cena.
https://goo.gl/maps/R6ibwS1KdpY33v428
Senza infamia e senza lode.
Ptuj

Day 7
Prossima tappa Ptuj, no non è lo sputo di paperino...
Nel tragitto aggiriamo nuvole minacciose ci fermiamo in tempo per evitare una sicura doccia, ma nonostante tutto alla fine ci laviamo
L'hotel promette bene, la spa idem invece...
Beh intanto all'hotel bisogna arrivarci, tra lavori in corso e navigatori impazziti percorriamo tutte le strade del piccolo paese per riuscire a trovarlo.
Appena fatto il check in ci comunicano che la Giacuzzi necessita di ben 3 ore per essere riscaldate pertanto non possiamo approfittarne.
Anche qui senza infamia e senza lode. Vi metto comunque il link
http://www.hotel-mitra.si/
A cena invece.. come l'albergo, senza infamia e senza lode
https://www.facebook.com/GostilnaRozika/

Day 8
Le vacanze stanno finendo, ormai siamo ai confini, rimane un pezzo di slovenia e poi rientriamo in italia, le strade slovene sono sempre belle e l'ultimo pezzo di strada è decisamente tra i migliori, costeggiamo un paio di fiumi, l'idria e il polijanska sora che hanno scavato una bella valle tortuosa.
La sera saremo a San Daniele del Friuli, relais Picaron. Spettacolare da fuori un po meno nelle camere.
https://www.relaispicaron.it/
a cena di fianco all'hotel
http://www.flameandco.it/
torniamo alla realtà, addio a mezzi litri a meno di 2 euro, addio a fegati d'anatra e stinchi a 10 € addio benzina a 1,250...
(bella differenza con l'italia eh...)
Il tour

Concludendo, è stato un bel giro, abbiamo viaggiato, mangiato e detto cazzate.. una settimana di leggerezza con la testa lontana dal quotidiano.

Alla prossima.
https://drive.google.com/open?id=11lT32uVjrzsrjvbiX9txoMrXjkbpA-Ub&usp=sharing

giovedì 22 agosto 2019

Le Vespate di Chicco: Ep.2 Gran Sasso 2019


Il 20 aprile 2019 ci troviamo di buon’ora io, Carlo, Meno ed Edo per trascorrere una settimana tra Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria e Toscana guidando su e giù per il Gran Sasso, ormai unico monte della zona rimasto inesplorato.
Con prima tappa casa di Carlo a Numana decidiamo di partire verso le 10 del mattino, tutto il resto non si sa: tragitto, tappe, dove dormire, decideremo di volta in volta.
Pronti partenza via: ad Argenta, 20km dopo essere partiti, ci fermiamo a cambiare il mio cavo del gas che si è tutto sfilacciato...
... chi ben comincia è a metà dell’opera, il buongiorno si vede dal mattino e stronzate varie.
La temperatura è gradevole, siamo intorno ai 20° e con un giubbino, pantaloni lunghi, guanti e paracollo si viaggia da dio anche alle nostre velocità (ben 80km/h, di tachimetro…).
Arrivati a Mezzano nel ravennate facciamo la solita foto di rito di cui ora vi racconto la storia:
ogni volta che andiamo a sud passiamo per Ravenna lungo la SS16, nel lontano 2015 con direzione Raduno 9 colli a San Mauro Pascoli ci fermammo in un piccolo spiazzo a bordo strada per riposarci un attimo e trovammo un divano abbandonato di fianco ai bidoni del pattume, come non cogliere l’occasione di scattare una foto stile sigla iniziale di Friends?



Prendemmo poi quel divano, lo tirammo su di peso e lo lanciammo oltre il cancello verde che si vede sulla destra della foto, non ho idea cosa ci fosse al di là ma a distanza di anni ancora rido se penso al povero cristo che la mattina dopo si trova un divano sbudellato in giardino e si chiede come sia arrivato li. Quel gesto è rimasto negli annali e da quel giorno OGNI volta che si passa per Mezzano ci si ferma e ci si scatta un selfie, in Vespa o auto che sia.
Quel luogo ogni volta ci regala sketch degni di nota quasi fosse un triangolo delle Bermuda di ignoranza: ricordo quando vi trovammo un albero marcio, che ovviamente prendemmo a calci e da cui uscirono delle larve enormi che pure Bear Grills avrebbe avuto paura di mangiare.
Se volete farvi dei selfie anche voi vi lascio le coordinate, poi giratemi le foto mi raccomando: 44°27'21.6"N 12°06'20.5"E
In men che non si dica, più o meno, raggiungiamo la prima tappa: ore 14 alla Casina del bosco.
È una piadineria a Rimini di una bontà oltremisura, difatti è sempre murata di gente ma la buona organizzazione garantisce tempi di attesa brevi sia per il tavolo che per il cibo.
Come ci sediamo Edo parte subito a dormire sul tavolo.




A sto giro ci va ancora meglio perché ci mettono seduti di fianco ad un tavolo di ragazzi in cui una sciroccata dal nome strano mi attacca subito pezza, dopo pochi secondi per fortuna la sua attenzione devia sul giubbino da aviatore anni 70 di Carlo: quando ci siamo seduti c’erano tipo 25° e la gente era in magliettina ma essendo noi ingianduriti dal freddo che ci siamo presi durante le 4 ore di viaggio siamo rimasti vestiti duri scaturendo l’ilarità dei presenti.
Sta tizia o era matta o era davvero molto brava a farlo sembrare e per rendere la cosa ancora più credibile tira fuori un blister pieno di pilloline colorate che si fa fuori a turno una ad una.
La scena degenera in fretta e finiamo a parlare con lei del lavoro di Edo come scafista che mi ha permesso di raggiungere l’Italia su un barcone per poi trovare impiego nel bel paese come Ninja…..
Credibile no?
Il pranzo volge al termine, breve sosta relax nel prato dinnanzi dove Edo prosegue il suo pisolino e Meno si accorge che un piccione gli ha cacato sul giubbino e ripartiamo direzione Numana.




Le rotture incombono e faccio notare ad Edo che ha una perdita di olio nella ruota posteriore (strano perché Edo non rompe mai nulla ™).
Essendo sabato troviamo un grosso ricambista aperto e ci mettiamo davanti all’ingresso a smontare mezza Vespa per sostituire il paraolio della ruota posteriore.


Proprio in quei pressi qualche anno prima ci fermammo in un altro ricambista perché sempre Edo ruppe il manicotto di gomma del carburatore (strano perché Edo non rompe mai nulla ™).
Ripartiamo e dopo una smacinata di km, freddo e piogge intermittenti arriviamo a casa di Carlo in quel di Villaggio Taunus.

Il giorno successivo partiamo alla volta di Jesi per raggiungere poi le grotte di Frasassi, per fortuna il tempo è clemente. Le grotte sono imponenti, annullano completamente tutte le grotte viste in precedenza o che vedrai in futuro, una volta visitato Frasassi il resto è solo popò.


Dopo un film di Bud Spencer ed una dormita a Villaggio Taunus ci alziamo il lunedì con un dubbio che ci attanaglia, partiamo o non partiamo?
Il tempo fa schifo e le previsioni peggio, ma chi ce l’ha più duro se lo mena quindi dopo una serie interminabile di dubbi e confronti decidiamo di accendere le Vespe verso le 11 con direzione Abruzzo.
Niente da fare, appena usciti da Villaggio Taunus (mi piace ripetere queste parole, lo avete notato?)  perdiamo di vista Edo, tornando indietro lo becchiamo riparato sotto una fermata dell’autobus a sostituire il filo del cambio (strano perché Edo non rompe mai nulla ™).

Sistemata quella bega ripartiamo sotto la pioggia fino ad arrivare in un forno nei pressi di Ascoli Piceno dove mangiamo qualche metro cubo di pizza durante una rievocazione storica di non so cosa ma che riempie la zona di anziani vestiti con vecchie divise garibaldine.
Ripartiti ci fermiamo poco dopo, a Teramo, dobbiamo trovare dove dormire e magari asciugarci un attimo.
Nel bar in cui ci fermiamo in centro città Carlo fa il suo numero e chiede un grog, bevanda composta da acqua e rum tipica dei pirati e resa famosa dal videogame Monkey Island.
Inutile dire che la barista non sapeva di cosa Carlo stesse parlando...
Grazie ad Airbnb troviamo alloggio a L’ulivo, una residenza gestita da una coppia a Torricella Sicura, un paesino fuori Teramo.
Giunti verso le 18 siamo vittime della calda accoglienza Abruzzese, troviamo un gruppo di 5-6 persone fra i 45 e 50 anni più unti di una cucina di cinesi che ci offrono chiacchiere, cibo e vino a volontà.

Uno di loro, palesemente fradicio, dopo aver ribaltato un bicchiere di vino rosso su un cuscino bianco alza lo sguardo verso di noi e dice come per giustificarsi oh, io è dalle 13 che combatto! riferendosi al fatto che stava bevendo da ore….

Ovviamente rispondiamo alle solite domande di rito: da dove venite, quanti anni hanno i mezzi, dove siete diretti, lo fate spesso etc. etc. ma ad un certo punto abbiamo un vincitore.
Uno dei duroni saputo che venivamo da Ferrara ci chiede di ospitarlo per una visita alla città ma mette subito le cose in chiaro: a me non me ne frega un cazzo a me di vedere la città e le cose, io vengo per bere!

Ok….
La cosa che mi fa sorridere è che qui tutti parlano come Maccio Capatonda.
Mentre gli altri sono in chiacchiera io sistemo due robe nella mia Vespa e dico ad Edo di prendere nota su cosa visitare nella zona. Dopo poco tempo mi arriva un messaggio scritto proprio da lui: Enrico piano. Pensando si riferisse ai piccoli lavori di manutenzione che sto effettuando (non mi andavano più le luci) continuo facendo particolarmente attenzione a non creare rumori molesti e risolvo il guasto togliendo il connettore Polini che con la pioggia si riempie di acqua e manda tutto a massa.
Le risate si sprecano, magari gli ospiti fossero tutti gentili e divertenti come loro, oltretutto ci fanno dormire in una dependance fighissima piena di ogni servizio e leccornia e ci consigliano dove cenare, ovviamente a base di arrosticini.
La mattina seguente ci rimettiamo in marcia alla volta del monte, per l’esattezza Prati di Tivo, ma arrivati ci attende la neve.

Cambiando rotta ci fermiamo in un posticino a decidere il da farsi mentre riempiamo lo stomaco ed Edo, che non è proprio il primo fan di Gesoo, viene messo subito a disagio da un piccolo post-it sul muro.

Girando lungo tutto il versante est del Gran Sasso incontriamo valli e paesini stupendi, peccato per il meteo che ancora una volta non è clemente nei nostri confronti.
A quel punto salta su Edo dicendo di recarci in un posto che gli era stato consigliato dai duroni, quello che mi aveva scritto per messaggio la sera precedente. Enrico piano, e che cazzo sarebbe?! Apro Google Maps e faccio centro in fretta: RIGOPIANO.
Edo sei un marone, e devi bere di meno.
Partiamo alla volta del paese protagonista della triste storia di cronaca e superato ci imbattiamo in una vallata con una strada dritta lunga chilometri e circondata da una pianura infinita, veramente una strada meravigliosa.
Passata quest’area finiamo in una zona che è un misto tra la pianura brulla della Sardegna e il Gran Sasso, direzione Castel del Monte.
Qui si apre un altro aneddoto degno di nota.
Prima di partire avevo guardato un pochino di guide della zona ed ero finito proprio sul consiglio di visitare Castel del Monte e come sono solito fare ne digito il nome su Google Immagini vedendo una rocca imponente, ottagonale con torri maestose, cazzo da vedere assolutamente!
Arrivati nel piccolo paesino arroccato non ne vediamo la famosa rocca, eh sì che è così grande che in un paesino del genere dovrebbe vedersi subito, ma nulla, della rocca nemmeno l’ombra.
Ad una certa, affranti dalla ricerca inconcludente, Carlo controlla meglio su Google ed emerge il mio epic fail: Castel del monte oltre essere il paesino in cui ci troviamo è anche il nome della rocca maestosa che avevo visto in foto ma che si trova a Bari..
Mi prendo la mia dose di insolenze e sfottò e ripartiamo per la sosta successiva, si dorme a Rocca Calascio.
Questo è proprio un bel posticino, se avete una donna portatecela e ve la darà sicuramente.
È un borghetto ai piedi di un castello centenario in cui hanno anche girato Ladyhawk. Del castello resta poco e niente ma è proprio sul cucuzzolo e si può ammirare tutto l’intorno.
Il borgo ha bensì 10 abitanti e gli alloggi sono veramente carini, in stile ovviamente ed avvolti da stradine e sentierini che si inerpicano su e giù per i dislivelli di questa zona rialzata.
Ceniamo qui, nell’edificio di fianco a dove dormiamo ma non prima di visitare il borghetto finendo in una specie di laboratorio tessile dove due fricchettone creano cappelli di lana fatti a mano.
Non ricordo bene a che proposito ma Carlo solleva una discussione con loro, sul come dovesse essere fatto un certo tipo di poncio forse.
Incontriamo un gruppo di Ferrara in cui riconosco la nostra caratteristica pronuncia marcata sulla S ed L. Ci buttiamo a letto e Meno durante la sua camminata pre-dormita ha un incontro con una volpe, proprio nella stradina di fronte a casa in mezzo al borgo.
 La mattina seguente partiamo alla volta di Campo Imperatore, la cima del Gran Sasso, il meteo è buono ed il paesaggio spettacolare.


Per puro culo mentre infilo il telefono in tasca premo il tasto della fotocamera e creo lo scatto forse più bello di tutti, un primo piano del contachilometri con lo sfondo sfuocato delle montagne innevate.






Durante la discesa Edo ha un problema alla frizione (strano perché Edo non rompe mai nulla™) ma in 5 minuti risolviamo.

Arriviamo ad Assergi, dalle parti de L’Aquila ed Edo si ferma ancora lungo la strada (strano perché Edo non rompe mai nulla™), non gli tira più la frizione, forse quei 5 minuti impiegati lungo la discesa per registrare la frizione erano sintomo di un problema più ampio.
Apriamo e troviamo l’amara sorpresa: è esploso il cuscinetto reggispinta del piattello frizione, qui sono cazzi perché rischiamo davvero di non tornare più a casa.

Io e Carlo, grazie ad un muratore che stava facendo dei lavori nella casa di fronte a noi, riusciamo a farci accompagnare in un negozio dove troviamo il cuscinetto giusto, in un’officina dove togliamo il cuscinetto vecchio ed inseriamo il nuovo ed infine in un negozio di utensili dove compriamo una calamita telescopica con cui recuperare una delle sfere del vecchio cuscinetto che si era infilata nei meandri del motore.
Tornati nel luogo del fattaccio con il sorriso ed i pezzi di scorta becchiamo Edo e Meno intenti ad ascoltare a tutto volume Io per lei di Pino Daniele (colonna sonora del viaggio Brokeback mountain 2016) ed a ridere perché un vecio aveva appena fatto esplodere il lunotto posteriore della sua auto con una retro contro un pilone di cemento.
Ringraziamo il muratore, chiudiamo tutto ma la sfera del cuscinetto non si trova, siamo costretti a ripartire lasciandola gironzolare dentro al motore con il concreto rischio che si infili nel cambio sbudellando tutto.
Carlo attacca comunque un pezzo di calamita al tappo di scolo dell’olio cambio sperando che regga e che attiri a sé la pallina durante il viaggio.
In marcia verso la prossima tappa Edo frantuma gli occhiali (strano perché Edo non rompe mai nulla™).

Giungiamo a Cerreto di Spoleto, in Umbria, e dormiamo a Le due querce, un agriturismo sulla tangenziale in mezzo ai monti, non è come Villaggio Taunus ma comunque molto accogliente.
Con noi a soggiornare lì c’è solo una coppia, che appena sente un maial di Edo ci confida di essere nostra compaesana.
Il giorno dopo si riparte verso Perugia dove ci fermiamo a pranzare ed ammirare il centro città.
Rifocillati ci mettiamo di nuovo in strada e ci fermiamo a prendere un pochino di sole lungo le sponde del lago Trasimeno, qui Carlo sfodera tutto il suo charme mettendo in mostra la sua canonica mutanda bianca.
Lungo la strada ci fermiamo ad ammirare il castello di monte Gualandro in cui Meno lascia il segno come i canidi.
Troviamo poi alloggio in un agriturismo a Lucignano in provincia di Arezzo. Lucignano è un borgo stupendo, arroccato con delle minuscole vie in mezzo ad edifici in pietra vista in cui è semplicissimo perdersi.


Mangiamo qualcosina di tipico in agriturismo, ci guardiamo Behind enemy lines in Tv e tutti a letto, domani si riparte verso casa e tanto per cambiare sembra ci prenderemo l’acqua.
Il giorno dopo il rientro procede lesto e bagnato ma riusciamo ad essere a casa verso il primo pomeriggio.

Bilancio:
1,300km in 7 giorni, svariate rotture, pioggia a quintali ma posti stupendi, ottimo cibo e ricordi da portarsi dentro per anni.

PS. Arrivati a casa Edo ha scolato l’olio ed attaccato al tappo di scolo c’era la sfera del cuscinetto. Tutto è bene quel che finisce Vespa!!!!




venerdì 16 agosto 2019

Team Peones: Adria Agosto 2019

E come tradizione eccomi a commentare la pistata ad Adria di Agosto.
La macchina organizzativa è partita non appena sono uscite le date delle "Vacanze in Moto" ad Adria.
Il circuito in agosto apre praticamente tutti i giorni e alcune date godono della formula 2x1, per cui a metà prezzo!!!
Sobrietà innanzi tutto

La scimmia cresce prepotente nei Peones e infatti Davide dichiara subito di esserci, i Pomposi Volto e Save dopo la prima esperienza a Pomposa ( Ecco il link https://dinamotardo.blogspot.com/2019/06/e-venne-il-giorno-di-pomposa.html ), non vedevono l'ora di bissare l'esperienza su una pista vera, per cui si inseriscono a ruota.
Si aggiunge anche Manu, che da esperto di Motard, voleva provare anche lui il debutto su una pista seria con la sua Triple.
Io avrei voluto avere il CBR per poter provare ad attarcami al codone di Davide e iniziare a sfruttarlo, ma è ancora dal dottore in attesa di essere aperto, per cui ad accompagnarmi per l'ennesima volta sarà la mitica Titty.
Siamo in 5, che non è assoutamente male, anche pensando che Tinto e Lambo sono stati bloccati dai rispettivi lavori, mentre Stefano e Fabrizio dalle ferie e dalla distanza.
Direi che il team sta crescendo bene.
Tra l'altro questa volta siamo molto meno Peones come immagine, visto che io e Davide utilizzeremo il suo carrello, e Manu metterà a disposizione il carrello che condivide con Luca "Iceman" (prima o poi leggerete anche di lui) per girare col Motard.
Gran lusso!
Oggi Lusso

Solito appuntamento alle 7, si carica tutto, ci troviamo verso le 8 a metà strada e alle 8.30 stiamo già scaricando....in mezzo al delirio di gente.
Non avevo mai visto Adria così piena.
A giochi chiusi non c'era  un buco in tutto il paddock coperto, e qualcuno era accampato fuori sotto a gazebo.... stimo in un 80/100 moto presenti....
Tra l'altro vedo un sacco di moto d'epoca e mi viene  in mente che il 2 settembre ci sarà qui la gara di campionato.
 Facile che approfittando del costo dimezzato, molti siano venuti a fare una giornata di test.
Volto parte col piede giusto dicendo che " dai siamo nel tempio della santa Gasolina!"
Sbrighiamo le procedure di iscrizione e iniziamo i preparativi.
Nel mentre arriva anche Save che è arrivato direttamente in moto, ma ha saggiamente sfruttato il fatto di farsi portare un borsone con la tuta da Manu.
Quando sei Peones dentro!

Borsone....in pratica una ventiquattrore.... incredibile come ci sia stata la tuta...
Da bravo maestro estraggo tre copie della piantina della pista e faccio un po' da Cicerone, spiegando qualche traiettoria, il modo di entrare e uscire dai box ecc.
Ecco un qualche servizio di briefing fatto dal circuito sullo stile di Cervesina, soprattutto nelle giornate così affollate sarebbe necessario... perchè abbiamo visto gente davvero pericolosa per sé e per gli altri....
Dato che Davide avrà sicuramente un altro passo e ci mette più tempo a preparare la moto, l'allegro quartetto delle Naked decide di entrare.
Mi metto davanti e faccio il primo giro aumentando gradualmente.
Arrivo sul rettilineo, mi giro e vedo che ho Volto attaccato e gli altri due poco distanti.
"Ok è ora di andare".
Gradualmente aumento il passo e scopro una cosa che non avevo mai provato e che da oggi non potrò più farne a meno.
Ho attaccato il cellulare con racechrono al manubrio, per cui vedo il tempo migliore, l'ultimo e quello in corso, e agli intertempi vedo se sto migliorando o peggiorando.
Volto si dimentica di essere principiante...

Me l'aveva detto Volto che lo usa tantissimo in Kart, ma provarlo è figherrimo!!!!
Mi sento bene, la Titty è sempre un orologio e le gomme nonostante siano alla terza stagione e alla terza pistata, mi sembrano ok, a parte un minimo di movimenti dell'anteriore. Incredibili Rennsport!!!!
Infatti piazzo subito un 36.5,  lontano dal 34,6 mio record di ad aprile, con 20 gradi in meno però...
Rientriamo e si avverano immediatamente due profezie che avevo dichiarato a Davide in auto.
La profezia numero uno è che Volto avrebbe girato subito bene, infatti è addirittura un paio di decimi più veloce di me!!!
Complimenti!!!!
La seconda  si è avverata alle 10.22 esatte.
Puntualissimo Volto dopo il briefing post turno dichiara "Simo un po' ti odio perché mi tiri in mezzo a queste cose, ma compriamo un furgone?"
Esattamente come avevo dichiarato a Davide in auto.... per cui grande risata e  una birra me la sono vinta !!!!
Manu e Save hanno iniziato a prendere le misure, Davide ha invece incontrato molto traffico, che ai suoi ritmi sicuramente rompe molto di più rispetto ai nostri.
Senza db-killer...silenziosi anche no

Per provare a migliorare, visto che la pressione delle gomme è ok, provo a dare un po' di precario sia all'anteriore che al posteriore.
In fondo è l'assetto che uso anche per strada, normale indurire in pista.
Rientriamo più o meno con la procedura di prima, però segnaliamo a Manu che nel primo run ha fatto un'endurance di mezz'ora, che magari dopo qualche giro è sensato rientrare...
Soprattutto per non arrivare alle 12 già cotti....
Dopo il giro di riscaldamento sul rettilineo faccio sfilare Volto così lo seguo per un po'.
Guida bene, il Monster spinge un sacco e migliora a vista d'occhio.
Dopo un paio di giri in uscita dalla 2, trova un po' di traffico e una Hornet gli fa un po' da tappo, per cui io ne approfitto mi tengo tutto sulla destra e mi esibisco in una staccata decisa al tornantino.
Per il video della staccatona , Volto sta ancora decidendo cosa farsi pagare...
La Titty con le sospensioni più sostenute, non scivola più e diventa ancora più precisa.
Probabilmente il pizzico di carico in meno sull'anteriore in staccata mette meno in crisi la gomma che lavora molto meglio.
Rientriamo ai box che sono super felice.
Ovviamente il mio racechrono non ha registrato nulla, ma Volto è arrivato al 35,5 per cui io sarò lì intorno.
Davide a bomba alla 1

Anche gli altri tre migliorano, il caldo è tanto ma non incredibile, il traffico un pelo più fastidioso.
Di fianco a noi nel paddock c'è un incredibile duo dotato di Kawasaki z900rs con telaietto borse e Monster 1200... Guidano benissimo...li doppiamo un paio di volte a turno...
Infatti pur essendo praticamente spalla a spalla, ci guardano sempre un po' straniti...visti i nostri mezzi non propriamente pistaioli :-)
Si entra per il terzo turno.
Faccio un giro dietro Manu e poi uno dietro Save e visto che mi sento benissimo, inizio a spingere per cercare di migliorare.
Vedo subito un 36,5, poi 34,9, poi 35,0.
Sono sul rettilineo del traguardo e poco prima della Staccata mi passa Davide, che entra come un lampo alla 1 gomito a terra.
Mi ci attacco spremendo me e la Titty al massimo, al secondo intertempo Racechrono mi da -1,8 dal tempo precedente.
Ho già nella bocca il gusto del record fantasmagorico...
Ma in prossimità della doppia sinistra mi trovo il duo nostro vicino di paddock...
Due graffi e pedale freno piegato. meno male.

Il monster è tutto a Sinistra completamente fuori traiettoria, ma dovrà per forza tagliare per riuscire a fare la curva, mentre il Kawa è tutto a destra e sta provando a impostare non ho capito bene come la curva...
Addio sogni di gloria...
Chiudo, li passo in sicurezza e mi rilancio, ma ormai Davide è troppo lontano.
Chiudo il giro in 37.0....ma non mi do per vinto e do tutto chiudendo il giro in 34.3 e poi mi esibisco nel classico lungo alla staccata della uno, che devo fare tutte le volte che vengo ad Adria.
E' cmq Record!
Rientro carico a manetta!
Davide è riuscito a scendere sotto al 30 trovando un buco nel traffico, e anche i ragazzi hanno girato e bene.
Avanti così.
L'importanza di vedere gli intertempi è stata fondamentale, perchè ho capito che un paio di curve facendole in terza a metà regime, mi fanno guadagnare molto tempo rispetto a farle in seconda bella alta, come avevo sempre fatto.
Altra pausetta e sono carichissimo per rientrare, ormai è quasi ora di pranzo, per cui Manu e Volto si tengono per il pomeriggio. Entriamo io Davide e Save.
Il traffico sta calando perchè molti pranzano, per cui è il momento di cercare il tempo.
Entro subito agressivo, infatti stacco subito due 34,7, seguiti da un fantasmagorico 34,0!
Dentro al casco rido come un pazzo, ma nel giro successivo danno la rossa.
Arrivo al Tornantino e vedo Save che sta rialzando la sua z800. Mi fa cenno che lui è ok, per cui mi tranquillizzo e rientriamo.
Volto in action

Dopo poco arriva ai box anche lui sulla moto.
Gralche graffio, manubrio e pedale freno piegati, ma nulla di che.
La cosa importante è che lui non ha nulla.
Ci si strozza un po' la gioia per il turno veloce, visto che anche Davide è riuscito a staccare un 27.0, togliendo praticamente un secondo al tempo del 22 luglio.
Però Save è intero, per cui senza altri patemi si va a pranzo, vedremo dopo come gestire la moto.
Dopo aver reintegrato un po' di carboidrati e qualche ettolitro di liquidi, farcendo il tutto con una sequela notevole di considerazione più o meno serie, torniamo ai box.
Save e Manu raddrizzano il manubrio a mano?!??!? Per cui la zeta è utilizzabile.
Save è indeciso se rientrare o prendere la via di casa.
E qui "il nostro fermo vicino col Kawa" compie un'azione sensata. Si intromette e consiglia di andare a casa. Effettivamente il manubrio potrebbe avere una piccola crepa... vuoi mai che si spezzi sul più bello...
Per cui Save inizia ad impacchettare tutto per rientrare a casa. Sicuramente  la scelta migliore.
Il resto della ciurma si prepara per rientrare, ma nel giro di lancio becchiamo una bandiera rossa...
Pensando che fosse una cosa rapida ci siamo messi ad aspettare in pitlane...ma anche se sono stati solo 6-7 minuti, sono sembrati interminabili.... il caldo è aumentato tanto e fermi al sole vestiti di tutto punto è un macello.

Ma allora riesco anche a destra!

Volto si mette davanti nel riscaldamento, e dopo un giro lo vediamo staccare tutto largo alla 1.
Io e Davide pensiamo "ok, ci fa passare per vedere le traiettorie... per cui Gaasssss" e ci lanciamo per quanto ne abbiamo...
Scopriremo poi che la leva del freno è andata a fondo corsa per cui quello che sembrava un simpatico allungamento, era in realtà una scena alla Joe Bar"merda merda merda"!!!!
Il traffico è decidamente calato...non capisco la quantità di moto presenti in rapporto ai pochi giranti...ma meglio così.
Io provo a ripetere i tempi della mattina, ma fisicamente inizio ad essere cotto e soprattutto le gomme sono finite.
Non posso certo lamentarmi di loro...hanno tre anni!!!!!
Facciamo un paio di turni ancora su tempi alti e concludiamo la giornata.
Dopo aver caricato tutto, ci facciamo fare il solito DVD delle foto dal fotografo, ma devo dire che rispetto al solito sono molto poche e non di eccelsa fattura.
Davide all'attacco.

Molto probabilmente la quantità di gente in pista ha fatto calare l'attenzione sui singoli piloti.
Siamo tutti cotti e pieni di emozioni,birretta di chiusura e via sulla strada di casa.
Dopo 5 km inizia a piovere a manetta.... Poi a grandinare furiosamente....che culo....
Schiviamo rami sulla strada, ma soprattutto...un Pavone!?!?!?!
Dalla macchina in testa Volto ci manda un messaggio:" cazzo stiamo rischiando più adesso che in otto ore di pista!!!"
E ha ragione...
Fortunatamente la grandine e il vento calano e arriviamo a Ferrara senza problemi.
Appena arrivato a casa mi sono messo subito a scaricare i video della cam perchè ero certo di avere svariati filmati interessanti.. ma ovviamente non poteva filare tutto liscio...e inspiegabilmente ho 5 filmati da un minuto e trentacinque, in pratica cinque uscite dai box.... e basta....
Non ho smadonnato molto...

Bilancio finale
Una giornata davvero bellissima.
Peccato per la scivolata di Save, ma  visto che lui non si è fatto nulla e che la moto è tornata a casa sulle sue ruote, dobbiamo prenderla comunque come una cosa positiva.
Molto positiva!!
Il Triple di Manu dopo acqua, fango e grandine....

Io ho battuto di 6 decimi il mio record con la Titty che non finisce mai di stupirmi.
Davide ha tirato giù un secondo dal 22 luglio, ma soprattutto Volto ha una scimmia addosso che nemmeno tutti gli altri sommati.
Se il 2019 ci sta regalando emozioni, figuriamoci cosa sarà il 2020!!!!



Stay tuned, stay Peones!!!









giovedì 8 agosto 2019

Cervesina: Finalmente le foto e i video!

Con un ritardo davvero elegantissimo mi rendo conto che non ho postato le foto e i video di Cervesina... in fondo sono passati solo due mesi abbondanti, potevo fare peggio...
Il motivo è presto detto... avevo settordicimilioni di idee su come montare i video, cosa ritagliare per evidenziare concetti ecc ecc...
Risultato?
Non ho avuto il tempo di fare tutto quello che avevo ipotizzato, ma nemmeno la metà...
Per cui meglio stare più bassi e pubblicare qualcosa di più consono ad un Peones come me, lasciamo agli youtuber professionisti l'onore e l'onere di fare le robe serie...

Non vi ricordate nulla di quanto avevo raccontato?
beh qui il link alla giornata al Tazio Nuvolari ( http://dinamotardo.blogspot.com/2019/06/i-peones-al-tazio-nuvolari.html), è lungo lo so, ma penso valga la pena.

Per prima cosa butto lì un paio di foto.
Qui sono nell'ultimo turno del corso con Luca.
Direi che sia evidente come la mia postura sia mooooltoooo più professionale rispetto alle solite pose Gorilla che mi contraddistinguono!
Segno che i consigli del prof sono stati utili, per cui c'è speranza anche per me..

Sicuramente la posizione della testa è da rivedere ulteriormente, oltre al fatto che sono impostato molto meglio sulla sinistra che sulla destra, ma è un inizio e soprattutto ho qualcosa su cui lavorare in piste conosciute e su moto conosciute.

La seconda foto mi piace da matti come espressione di quella mentalità racing che Luca tenta di trasmettere durante i suoi corsi.
Uscito dalla curva a gas spalancato, ma sto ancora guardando in basso mentre mi rimetto dritto.
Dalla serie l'importante è dare gas...

Giusto come confronto metto una foto dei primi turni, dove giro a destra e dove da sempre ho più difficoltà ad uscire correttamente dalla moto.
Qui devo lavorare davvero tanto... ma è una sfida esaltante.

Passo ai video e soprattutto parto dalle cazzate.

Al primo posto l'avviamento della Hornet...
Ecco Fabrizio che mi aiuta a lasciare i box!

Qui è andata da dio...potete immaginare la prima volta quando non mi avevano detto di tirare l'aria e la moto non partiva dopo svariati tentativi....mi sono sicuramente giocato vari anni di paradiso...

Al secondo posto lo spavento top di giornata...quando mi è morta nella curca all'entrata del rettilineo l'Hornet.
Che poi morta...semplicemente non prendeva i giri e quindi non accelerava... giuro che il timore che quelli dietro mi centrassero è stato altissimo.
Fortuna che il rettilineo è largo per cui mi sono spostato subito fuori traiettoria, limitando i rischi.


Al terzo posto lo spavento numero due di giornata.
Tinto sta facendo il corso ed è filmato da Luca.
Il ritmo è buono, uscendo dal rampino a destra Tinto allarga molto e poi torna verso destra per arrivare in traiettoria al punto di staccata.
Uno molto ottimista passa sia Luca che lui in tromba toccandosi con Tinto.
Fortunatamente non è successo nulla di che.
Però passarne due in staccata all'esterno è davvero da ottimisti.... vedendoli poteva tranquillamente accodarsi per passarli in uscita...


Al quarto posto metto un minuto di gesti in pitlane fra me e Luca.
A me fa riderissimo...sembriamo due scemi, ma ci stiamo capendo, in fondo quello è l'importante.


Chiudo con un video che mi ha montato un amico professionista, che mi da parecchia soddisfazione.
E' il montaggio dello stesso giro filmato onboard dal sottoscritto e da Luca che mi seguiva.
L'audio è quello della mia Hornet, però si riesce a fare il confronto con traettorie e soprattutto staccate di Luca.... che non hanno nulla a che vedere con le mie frenatine....
Il ritmo non è irresistibile essendo 1.38, ma come detto durante il corso si cerca di migliorare la guida e non i tempi, perchè se stai pensando a cambiare il tuo modo di guidare, vuol dire che non stai pensando ad andare forte.


Ovviamente ho pubblicato anche i video singoli dei giri per completezza.
(Link al mio Video)
(Link al video di Luca)

Beh non mi resta che tornare in pista per vedere i miglioramenti...ah ma sono senza Cbr...

Ciaoooo
S






lunedì 5 agosto 2019

Le Vespate di Chicco: Ep.1 Brokeback Mountain...

Incredibile, un articolo sulla Vespa...
...considerando che il precedente l'ho pubblicato il 26 luglio 2016, sono solo tre anni che non scrivo nulla.... a riguardo...perchè di fatto la Iole  non è praticamente mai uscita dal garage nel frattempo...
Ma c'è una vespa, o meglio un gruppo di Vespe, che invece macina km a non finire, facendo dei tour meravigliosi.
Tour che non sono da tutti in moto... figuriamoci in sella a delle vespette d'epoca.
Così ho chiesto a Chicco di buttarmi giù qualche articolo...ed ecco la nuova rubrica sulle sue Vespate.
Ci sarà da ridere...

Ed ecco l'episodio 1

Brokeback mountain 2019

Martedì 11 giugno 2019, Meno: Possiamo organizzare qualcosa per questo weekend, tu come sei messo?
Avete mai invitato un’oca a bere? È andata più o meno così.

Contestualizziamo le cose, ho 35 anni e da una decina siedo su una Vespa, di quelle vecchie, di ferraccio e che lasciano sempre la goccia di olio sul pavimento del garage. 
Non ho mai avuto la passione dei motori, posso anche dire di essere cresciuto in mezzo alle Vespe ma non gli ho mai dato grande attenzione, fino a circa 10 anni fa. 
Mi trovo due lire che escono dalla tasca e chiamo Carlo il guru della Vespa: voglio una Vespa verde mela! 
Tempo un mese e ce l’ho esattamente come l’avevo chiesta, perfetta ma ricostruita da un rottame. 
Finisco nel vortice e comincio ad impezzare tutti i vesparoli che becco in giro, imbattendomi in due giovani di Ferrara, Meno (125 Primavera arancione) e Manu (50 Special azzurra).
Insieme a Carlo (50 special nera) cominciamo i primi giri e la compagnia si espande, prima con Buba (50 N verde militare) e dopo con Edo (50 Special rossa).
Altrettanto in fretta abbandoniamo i raduni ufficiali, troppi vecchi e poca sostanza, per dedicarci a viaggi on the road ed in qualche anno diventiamo esperti di affidabilità, bagagli salvaspazio, attrezzatura antipioggia, riparazioni a bordo strada e navigazione alla vecchia maniera seguendo cartelli stradali e cartine geografiche.
Nel mentre cambio anche Vespa, la verde (50R 1971) finisce in garage e sfruttando un’occasione prendo un 125 Nuova Linea (1965).
I giretti diventano viaggi, gli zaini valigie e in un lampo giriamo Toscana, Marche, Dolomiti, Stelvio, Grossglockner, Sardegna, Monte Bianco, Gran Sasso...
Parliamoci chiaro, i viaggi on the road così tra amici sono una figata, viaggi all’avventura e torni con una marea di storie da raccontare ma è un inferno!
La Vespa va piano, vibra di brutto, non frena, curva da una parte sola, non ha posto per tenerci nulla. E poi mettere insieme 6-7 persone in un viaggio così è tutt’altro che semplice: ognuno ha le proprie esigenze, idee, possibilità.
Per questo un paio di anni fa, sfruttando la mancanza degli altri, ci ritroviamo a fare un weekend sulle Dolomiti io e Meno. In due non è la stessa cosa ovviamente ma è tutto tremendamente più semplice.
Arriviamo quindi a venerdì 14 giugno 2019 quando, complice uno sciopero dei metalmeccanici, riusciamo a instradarci verso le 13, direzione Lozzo di Cadore. 230 Km che tradotti in tempi vespistici sono circa 5 ore di viaggio (non possiamo andare in autostrada/tangenziale/statale e la nostra velocità media è di 80km/h, poi ci metti le soste benzina ogni 120 km circa, le pause per le chiappe, le strade sbagliate…. se consideri una media di 50km percorsi ogni ora ci pigli).
Il comodo di viaggiare in due è che le possibilità di rompere qualcosa calano drasticamente e se ti piace qualcosa lungo la strada ti fermi a guardarla senza fare un referendum.
Arriviamo facili a Padova dove poi ci perdiamo e giriamo un po’ come la merda nei tubi (cit.), ma riprendiamo in fretta la retta via, direzione Feltre.
Giungiamo ai piedi dei monti verso le ore 17 e ci fermiamo in un barettino a fare merenda, lì aiutiamo un vecchietto a far ripartire a spinta la sua altrettanto vecchia moto dato che è morta la batteria (forse).
Mezz’ora dopo siamo di nuovo in strada, tra una curva e l’altra mi trovo la diga del Vajont sulla destra, basta un cenno che ci capiamo subito e svoltiamo. Vuota, impetuosa, triste e piena di storia, merita decisamente una visita approfondita per coglierne l’essenza ma il tempo stringe e ci rimettiamo in strada dopo qualche scatto. Arriviamo a Lozzo di Cadore verso le ore 19, ai piedi della strada che ci porta al rifugio Ciareido dove dormiamo.
Controllo il telefono per vedere dove salire, simpaticamente Maps mi dice 51minuti per fare 12 km.
E sono serviti tutti!
Classica stradina di montagna, solo curve in mezzo agli alberi, larga quanto un’auto, ma ci ha regalato paesaggi mozzafiato.
Senza Panorama
Lungo la strada incontro una coppia in bici e chiedo se sono nella direzione giusta, mi rispondo affermativamente ma ci tengono a precisare che in Vespa non ci si arriva, ricordando le parole di Dante Non ragioniam di lor, ma guarda e passa annuisco e riparto.
Infatti l’ultimo chilometrino è una strada non percorribile (dagli altri) ma noi ce ne sbattiamo bellamente e ci avventuriamo (in maniera più o meno legale) in salita.
Off Road...
Per ben due volte mi blocco e devo ricorrere alle spinte di Meno per ripartire e tra sassi, sfrizionate e smadonnamenti vari arriviamo sul cucuzzolo.
Si apre un panorama strepitoso sotto la luce del tramonto.

Senza Panorama Vol.2
Il rifugio Ciareido ha 15-20 posti letto ma ci troviamo solo noi e i gestori.
Oltre alla salita impervia tra le rocce c’è pure un freddo becco, ovviamente il telefono non prende e ovviamente il bagno è esterno (non alla stanza, al rifugio).
Dopo aver consumato un’ottima cena, compresa nei 50€ pagati, a base di funghi, formaggio e selvaggina, andiamo a letto dentro i nostri sacchi lenzuolo freschi freschi di Amazon (ottima spesa, costano pochissimo e ingombrano quanto una borraccia) in una stanza ad occhio e croce 2-3 gradi più fredda della temperatura esterna di 8°, le termiche che indossiamo e le molteplici coperte di lana ci salvano.
Ovviamente di notte è diluviato, dentro al mio casco, che avevo lasciato sulla Vespa perché “tanto quassù non me lo fotte nessuno”.
Ma è già mattina ed è ora di ripartire, i gestori ci consigliano di visitare i bunker della prima guerra mondiale, piccola deviazione su una mulattiera tipo quella della sera precedente che ci mette di fronte ad una strada chiusa da un albero caduto, è adesso?
Spezziamo i rami e ci passiamo sopra!

Piccoli intralci....
Ci imbattiamo in questa zona colma di bunker scavati nella montagna, accessibili (in maniera più o meno legale) che ci regalano una mattina curiosa e diversa dal solito.



Tra le gallerie sotterranee e buie da film di paura finiamo anche ai piedi di un traliccio per le telecomunicazioni alto circa 40 metri su cui Meno (in maniera più o meno legale) si arrampica e arriva in cima. 

Io mi fermo dopo la prima rampa di scale e già mi tremano le gambe. 
Avete presente quelle inserzioni che vi appaiono su Facebook?
A me è uscito il lago di Tovel, un laghetto dall’acqua cristallina incastonato fra le montagne della Val di Non.
La peculiarità di questo lago è però svanita 50 anni fa, d’estate si tingeva di rosso vivo per via delle alghe che fiorivano al suo interno. Non è più rosso ma è comunque un bel lago in cui trascorrere una giornata in relax, quindi via!
Ci aspettano altri 200 e passa km per raggiungere entro sera il rifugio Peller situato vicino al lago. Lungo la strada ci fermiamo a visitare il museo della grande guerra “tre sassi” di Cortina D’Ampezzo.
Vedere le vecchie armi, le divise di cent’anni fa e leggere le storie dell’epoca è interessante ma quello che mi ha stupito sono le puttane.
Dico sul serio.
C’è una sezione dedicata a loro in cui mostrano foto e listini; un soldato all’epoca guadagnava circa 0.64€ al giorno (la razione di cibo giornaliera costava 0.50€, fate voi…) e la signora Viola che lavorava nei pressi dell’attuale museo chiedeva 3.91€ per 5 minuti (5 minuti, vuol direi che i preliminari te li devi fare da solo) con un guadagno giornaliero che passava i 400€ su cui doveva pagare il 7% di tasse. Non sono pratico dell’argomento ma facendo due conti basati su uno stipendio odierno di 1,500€ di un operaio è come se quei 5 minuti tutti speciali costino 9,164€ e la prostituta guadagni circa 100,000€ al mese.
Rimettiamoci in marcia che è meglio.
Percorriamo valli meravigliose, senza segno di anima viva. 

Senza Panorama 3
Arriviamo per cena al rifugio Peller, attraversando (in maniera più o meno legale) le solite mulattiere dissestate.
Il rifugio non ha nulla a che vedere col Ciareido nonostante costi uguale, è molto più grande, attrezzato e affollato, sinceramente preferivo la spartanità del primo ma ci adattiamo.
È disposto su 3 piani tutti uguali fra loro e Meno ne paga le conseguenze quando dopo aver fatto una passeggiata notturna si infila distrattamente in una stanza situata esattamente sotto la nostra: spalanca la porta, 2 passi dentro accendendo la luce, 3 secondi per capire che quegli estranei che lo guardano non stanno dormendo nel suo letto ma è lui nella loro stanza e si richiude la porta alle spalle facendo l’indiano.
Arriva mattina e il lago di Tovel ci aspetta, tempo un’ora e siamo là. Meno finisce la benzina quasi all’arrivo ma la tanica che si porta dietro (che citando Carlo “non serve a un cazzo”) gli salva la vita. L’ingresso al lago costa 5€, è una rottura ma ne ho spesi molti di più per cose molto più stupide. Camminando verso la sponda noto una coppia di fronte a noi che ci precede, ad alta voce esclamo Il lavoro ti segue ovunque, non puoi scappare dalla Berco! e la ragazza si gira. Federica detta Amy Winehouse, mia collega, era venuta a vedere lo stesso lago, lo stesso giorno, alla stessa ora, piccolo il mondo no?
Arrivata in moto col suo ragazzo, in moto…pfff, sono buoni tutti!

Assumendo un comportamento molto canino come vedo l’acqua mi spoglio e mi ci butto dentro. 

C’è anche voluto poco a capire il perché nonostante la moltitudine di persone in visita io fossi l’unico a fare il bagno, come il mio corpo ha toccato l’acqua è stato trafitto da migliaia di aghi, Google poi mi ha confermato che la temperatura media dell’acqua in quel periodo è di circa 12°. Dopo questa esperienza rigenerante mentre sono sulla riva che mi rivesto arrivano un papà con il figlio di 6-7 anni, un bimbetto sveglio e combattivo che affronta subito il genitore a chi fa rimbalzare di più un sasso sull’acqua, ma non contento della sfida Davide contro Golia alza anche la posta: chi perde paga il pranzo!
Il padre rassegnato risponde: non so il perché ma credo che pagherò io anche se vinco.
Ci facciamo due risate e ripartiamo verso casa lungo una statalona (SS47) che collega Trento a Padova, una bella strada ombreggiata e senza traffico. Dopo tot ore alla guida costeggiamo il Brenta, circa a metà strada, e sulla destra vedo un cartello che indica delle grotte, ovviamente non ce le facciamo sfuggire.
Grotte di Oliero, sali in una barchina che si infila in un angusto spazio alto circa 1m per raggiungere un paio di stanze in cui puoi osservare stalattiti, stalagmiti e farti raccontare la storia delle grotte. 

Carino ma il mese precedente eravamo a Frasassi, di cosa stiamo parlando….
Ci rimettiamo in marcia e arriviamo a casa per cena, dopo 800km percorsi in due giorni e mezzo. Nessuna rottura, budget tra i 150€ e i 200€, pioggia improvvisa lungo la strada (perché ogni volta che viaggiamo ci pigliamo dell’acqua?!), mangiato bene, visitato molti posti che non erano da programma, direi che tutto è andato da manuale.

PS: Il titolo è puramente casuale, nulla di ciò che si è visto nel film è stato riprodotto in questo viaggio.