Se prendete un qualsiasi atlante stradale da motociclisti, troverete indicato come percorso panoramico interessantissimo, il percorso che collega Anita a Comacchio lungo l'argine Agosta.
Erano anni che volevo farlo.
Erano anni che amici dalle zone più disparate d'Italia me ne parlavano entusiasti.
E pur avendolo a 50km da casa mai fatto....
Mistero!
E poi l'incastro magico criss-cross si palesa.
Mi chiama il buon Cava: " Simo lunedì parto dal Lido di Savio per rientrare a Bergamo, riusciamo a beccarci?"
Assolutamente si, ma come unire l'utile al dilettevole?
Ci penso un attimo e gli rispondo:" ma se ci incontriamo ad Anita, e rientriamo a Ferrara per le Valli?"
Andata!
Abbelliiiii?!?!?!?
Per cui la punta è per le 17 ad Anita.
Per andarci inforco la Titty e mi butto verso Argenta, Alfonsine ed Anita.
C'è caldone, ma non impossibile e il traffico è molto poco.
In netto anticipo arrivo nel bar della piazza principale, penso sia poi anche l'unico bar... dove trovo già il buon Cava ad aspettarmi.
Due abbracci, quattro stronzate e via alla scoperta dell'argine.
Qualche km di campagna ed arriviamo in un mondo irreale.
Traffico zero, volendo potremmo fare le classiche foto all'americana stesi sulla linea di mezzeria.
da un lato le valli e i campi e dall'altro il mare.
La velocità scende e scende e i sorrisi si allargano.
Il contatto con la natura è notevole, si sente il caldo del sole, l'odore del mare, un sacco di gabbiani e aironi girano indisturbati.
Ci fermiamo per le foto di rito.
Che dire, fighissimo.
Tutti la menano con la Camargue, ma direi che abbiamo panorami lagunari spettacolari anche a casa nostra.
Ok questo tratto è circa 10 km, ma ti concilia davvero con te stesso.
L'itinerario paesaggistico proseguirebbe verso nord, attraversando Comacchio per passare dall'abbazia di Pomposa e da lì verso la Sacca degli Scardovari e il Delta del Po, ma noi dobbiamo fare strada verso Ferrara per cui arrivati a Comacchio svoltiamo verso ovest sulla Sp1 e con il sole dritto in faccia passeggiamo tranquilli fra i campi della bassa rientrando verso casa.
Ci scambiamo le moto, così dai tempi del GS torno a guidare il boxer storico BMW.
Sulla NineT non c'è il Telelever, ma direi che le sensazioni alla guida sono quelle, moto facilissima e tutta coppia.
in the middle of nowhere
Visto che Cava non è mai stato a Ferrara ne approfitto per fare un velocissimo tour on the road, facendogli vedere il giro delle Mura, il palazzo dei Diamanti, piazza Ariostea e poi giro a piedi del Castello, prima del meritato aperitivo.
Poi cenetta tradizionale e via che Cava ha 250km da fare per tornare a Bergamo.
Lo accompagno per la prima ventina di km, sono quasi le 21 e la quantità di insetti che ammazziamo è impressionante...
Arrivati a Bondeno ci salutiamo!
Alla prossima, magari con più tempo a disposizione.
E' incredibile ma è partita la stagione motociclistica 2019 e non ho scritto un tubo a riguardo...
Al solito non è che abbia fatto sfracelli, ma qualcosa da celebrare c'è!
La Titty semi-touring al belvedere.
Come prima cosa Giovedì 24 giugno è finalmente partita la prima Futa by night!!!
Mamma mia che voglia che ne avevo! Visto che l'anno scorso abbiamo trovato la formula giusta, non abbiamo cambiato di una virgola, se non che il numero di partecipanti è cresciuto...che non è affatto male.
Per cui ritrovo alla Pulce alle 19 e via verso Farneto, poi Pianoro, e poi Loiano con sosta al belvedere. La squadra al momento è composta da Chicco, Tinto e Foresti.
Inutile nascondersi dietro ad un dito...avevo molta voglia, la Titty faceva il suo mestiere alla grandissima, per cui salendo sono stato abbastanza tanto disinvolto.....
Salendo abbiamo raggiunto un gruppone di una dozzina di motardi con i mezzi più disparati. Visto che quelli in fondo al gruppo erano ai limiti della pericolosità con se stessi, abbiamo iniziato a risalire nel gruppo...
I belli del belvedere...o quasi belli
Questo non ha aiutato la mia vena chiusa, perchè più ne passavo e più volevo passarne...
Non si fa, non si fa....ma ohi non si piange sul latte versato ormai ho scappellato.
Arrivo al duo in testa. Sono in coda ad un suzuki gsr600, appena mi vede negli specchi inizia a dare manate di gas ad ogni uscita di curva.
Ecco secondo me questo è davvero pericoloso.
Io quando qualcuno mi raggiunge, lo lascio andare, mica vinco qualcosa a tenerlo dietro, e soprattutto mai e poi mai modifico il mio ritmo per dimostrare qualcosa..
...invece questo inizia a dare gas senza un senso, per cui poi di deve attaccare ai freni, col risultato che se prima guidava decentemente, adesso fa cagare.
Lo affianco in staccata e lo lascio li. La Titty in montagna è un fulmine e arrivo alle spalle del primo.
Il capofila guida bene un ninja 1000. Anche lui alluga, ma per lo meno continua a guidare bene, era il primo del gruppo perchè sicuramente è il più esperto. Con un pizzico di rammarico mi accodo fino al belvedere. Va bene avere la vena chiusa, ma un po' di testa va usata eh. Nella sosta al belvedere ci raggiungono anche il Cippo e Gas. La comitiva è al completo per cui via verso lo Chalet e dopo le foto di rito a Giugnola da Damì dove un bel tavolo ci aspetta.
Solita ottima mangiata e carrellata di chiacchiere ed è arrivato il momento di puntare le moto verso casa.
Alla fine il tutto si riduce a riuscire a fare due curve decentemente e soprattutto a mettere le gambe sotto al tavolo! Ovviamente presto ci sarà il bis!
Gruppone al completo
P.S.
Piccolo retroscena. qualche settimana dopo mi è arrivata a casa la fantomatica busta verde da Velox... visto che nel rientro notturno in completa assena di traffico ero stato abbastanza sciolto...avevo il terrore di essere stato preso per benino.
Fortunatamente l'ho preso all'andata, nascosto da qualche parte...piccola infrazione di 5 km/h e passa la paura.
Come avrete notato dagli articoli su Pomposa, finalmente sono riuscito a debuttare con la Gialla.
Dico finalmente perchè è stata una mezza odissea.
Come detto nell'articolo di presentazione, come prima cosa ho fatto le piccole modifiche necessarie al passaggio della revisione.
La gialla sul banco con le scarpe nuove.
Smaltita quella pratica sono passato alle cose serie.
Gomme, tubi in treccia e controllo generale dal mio meccanico.
Per i tubi in treccia è stato un mezzo macello.
Chicco di MGM mi ha chiesto di recuperare dei tubi Goodrige a detta sua di qualità superiore a quelli che si trovano a prezzi stracciati.
Li ho comprati su Ebay da un venditore con oltre 120 mila vendite, ma tra supercazzole varie ci ho messo più di un mese per averli...
Direi che nel 2019 sia una cosa davvero assurda.
Per le gomme mi sono avvalso come per la Triple di PneusGiovo, ordinando un treno di Pirelli Supercorsa V1 sc2.
La scelta è anche dettata dal fatto che la misura posteriore 180/55 sta andando un po' in disuso, sostituita per l'uso solo pista dal 180/60...che però non essendo a libretto non può essere utilizzata per strada..
Poco male per il mio livello di guida, le V1 offrono già prestazioni superiori a quanto io possa chiedere loro.
Ottenuto tutto il materiale ho finalmente portato il Cbr da MGM per le operazioni di montaggio e controllo.
La melma al posto dell'olio...
Se per le gomme nessun problema, è arrivata una sorpresa dai freni.
Di fatto in 16 anni può essere che il liquido dell'impianto anteriore non sia mai stato cambiato. Infatti era una melma arancione....con tanto di foto a prendermi in giro di Chicco... Super pulizia e sostituzione con Motul 660 Racing.
Si sono rivelate alla frutta anche le pastiglie, per cui via i residuati bellici per un set di Braking Racing Cm66.
Tanto per cambiare facciamo girare l'economia!
Ma alla fine come va sta moto? No perchè dai e dai e non lo dico mai.
A Pomposa mi sono trovato benissimo come feeling generale.
In fondo stiamo parlando di una Honda che fa del feeling immediato il punto di forza di tutte le sue moto da sempre.
Il motore, complice lo scarico completo e il filtro aria racing, è molto lineare e tira fuori bene dalle curve. I rapporti sono stati accorciati moltissimo, 2 denti in più di corona e 1 dente in meno di pignone, per un 10% circa di accorciamento, per cui la moto si muove molto bene pur essendo un seicentino tutto coppia in alto.
Dovrò valutare se i rapporti così corti siano poi sensati anche in piste più impegnative. Ciclisticamente rispetto al setup di serie ho indurito leggermente sia davanti che dietro e direi che sono già ad un 90% di perfezione. Anche in questo caso aspetto altri giri per poter definire meglio, sicuramente i curvini di Pomposa non permettono grandi valutazioni sulle sospensioni.
In generale si sente che il telaio è ottimo e che si può arrivare a livelli molto alti.
Non è un caso che di queste moto ne hanno vendute a pacchi e che tutt'ora ci siano tantissimi amatori che le utilizzano consoddisfazione.
Ultima considerazione sui freni.
Adesso siamo perfetti.
Le pastiglie cm66 sono davvero racing. Le prime pinzate non frenano, ma appena in temperatura mordono fortissimo.
Questo limita tantissimo l'uso stradale, ma aiuta non poco in pista.
Forse ma forse ho notato un pelo di fading, ma mi è difficile dire che i 40 gradi, il milgioramento della mia velocità e la pista non proprio ottimale, non siano cause che mi hanno fatto sembrare la frenata più lunga.
Beh non mi resta che portare la Gialla ad Adria per capire a che punto sono!
Stay tuned.
Visto che in tanti amici mi hanno chiesto come sia questo nuovo tracciato, provo a fare una piccola analisi corredata da video in modo da dare un quadro più completo a chi volesse andare a provarla.
Ecco il raccordo dei 1600 metri della pista.
Siamo sul rettilineo del traguardo.
Con la Gialla ho due opzioni, tirare a fondo la seconda o appoggiare la terza per toglierla in staccata.
Bisogna stare tutti a sinistra e ritardare l'ingresso nella prima curva a destra perché in uscita bisogna stare tutti stretti a destra per entrare nella lunga sinistra che è la curva 2.
Si fa tutta a gas puntato in leggera accelerazione a circa 100kmh in percorrenza.
In uscita bisogna sacrificare un po' l'apertura del gas perché é necessario restare sulla parte sinistra per impostare il tornantino successivo a destra.
Qui bisogna ritardare l'ingresso all'infinito e prendere il cordolo interno all'ultimo momento.
Con il CBR e i semimanubri ho tribolato non poco per trovare il modo di farla senza finire lungo sul cordolo esterno.Il punto più complicato per me.
Esci e scarichi la seconda e la terza.
Piccola alleggerita di gas per la successiva destra che va sempre impostata tardi per rimanere larghi a destra per buttarsi nella lunga sinistra da raccordare che immette sul primo troncone del rettilineo.
In uscita io scarico seconda terza e quarta.
Nei primi due terzi si sta sulla sinistra ben piegati puntando il cordolo esterno dell'inizio del terzo troncone.
Simpatico il dossetto che a fine piega fa saltare un po' la moto...
Da una sensazione un po' da Tourist Trophy....
Col cbr arrivo alla staccata con abbastanza spinta, direi almeno 180 effettivi ( ho letto 194 di contakm) ed essendoci pochi punti di riferimento non è banale lavorare sul punto di staccata.
Anche qui bisogna ritardare l'ingresso per la sinistra che é abbastanza chiusa e stare tutti a destra per sfruttare tutta la larghezza della pista.
Seconda-terza in uscita e di nuovo seconda per la destra di ritorno, manata di gas e di nuovo tutti a destra per inserirsi nella sinistra lunga che immette sul rettilineo di arrivo.
Di fatto al termine della sinistra si entra nel rettilineo curvando a destra, ma tagliando il cordolo di può fare molta meno strada.
Taggo qualche video abbastanza esaustivo.
Per primo un vido che mi ha fatto Volto dalla Pitlane.
Secondo me da abbastanza l'idea della toruosità della pista.
Nel video passo una ragazzo che era appena entrato al Tornantino.
Di fatto insieme alla staccata in fondo al rettilineo principale, l'unico punto di sorpasso in sicurezza.
Poi metto un medley di un paio di video che ho fatto "illegalmente" da dentro alla pista a Volto.
Si vede benissimo la traiettoria sul cordolo per immettersi nel traguardo e il paio di uscite un po' da sacrificare pergli inserimenti successivi.
Chiudo con un paio di giri dalla soggettiva di Volto con il Monster che avevo inserito già anche nel racconto della giornata.
Di fatto Volto fa esattamente quello che ho scritto nell'analisi.
Per quanto riguarda i tempi noi siamo passati da oltre 1.20 all'1.13 di passo.
Sicuramente siamo ulteriormente scesi, racechrono ninja dato un 1.12.4 nell'unico giro che mi ha registrato nelle varie entrate, ma direi che verosimilmente qualche giro ancora più basso lo abbiamo messo in cascina.
Sicuramente si può fare tremendamente meglio, ma con più di 40 gradi nell'aria e l'asfalto rovente direi che va bene essersi divertiti senza lanciare le moto.
E poi così possiamo tirarcela per migliorare la prossima volta.
Adesso non resta che andarla a provare tutti insieme :)
Il nuovo circuito di Pomposa é stato inaugurato in marzo.
Eroi del caldo!
E da allora volevo andare a provarlo, in fondo in una quarantina di minuti si é là, il costo è basso e l'idea di provare una pista nuova é sempre allettante.
Poi ovviamente, lavoro, famiglia, il circuito che cambia il calendario all'ultimo, tutto maggio di pioggia e siamo arrivati ad oggi.
Potevo andare da solo?
Certo che no.
Con me sono venuti Volto che dopo solo 27 anni ritorna in pista in moto e Saverio che è al suo debutto assoluto.
Da veri Peones ci troviamo con le moto stradali e i nostri zaini in spalla, pronti all'avventura.
Mezz'oretta della noiosa Superstrada Ferrara-Lidi e siamo all'ingresso.
Un certo Paddock
Ci registriamo e andiamo nel paddock...
...oddio andiamo nel prato che sta in mezzo fra la pista da Kart/motard e la pista da moto/auto.
Non capisco perchè la mia trousse da bagno contenente gli attrezzi non sia vista seriamente...vabbè...
Oltre a noi c'è un gruppo di motardisti, e sempre in stile peones chiediamo di mettere gli zaini vicini ai loro furgoni per non lasciarli in mezzo ad un prato... che ok peones, però dai un minimo...
Il capoccia ci segnala che i container che fanno da palazzina di controllo della pista moto, creano una zona d'ombra per cui potevamo bivaccare direttamente in pitlane.
Rincuorati dal livello di peonaggine generalizzato, smontiamo gli specchi sgonfiamo le gomme...tanto...perchè siamo già oltre i 30 gradi e sono le 8.45...
In giro non si vede nessuno, per cui quando siamo più o meno pronti vado in ufficio a chiedere info...la risposta è fotonica: "si si dalle 9 potete girare, all'ingresso mi raccomando girate a destra, c'è la freccia!"
Perfetto, sono più peones loro di noi!!!!
Trousse da bagno attrezzata. Per veri Peones!
Per cui portiamo gli zaini in pitlane, portiamo le moto e all'ombra del container ci prepariamo ad entrare.
Gli accordi sono semplici.
Entriamo, facciamo qualche giro insieme e usciamo. Giusto per capire dove siamo.
Dentro!
Siamo alle solite. Sto guidando una moto di fatto sconosciuta su una pista sconosciuta.
Rispetto al solito c'è il vantaggio non da poco che c'è un caldo infernale...si vola già sopra ai 35....
Come da copione facciamo 4-5 giri molto circospetti.
Il circuito è strettino, ma abbastanza variegato, le curve pur praticamente tutte da seconda, hanno tutte una raggiatura variabile e trovo interessante il rettilineo che di fatto è composto da tre tronconi, per cui tutta la prima parte è da fare in piena accelerazione piegati a sinistra.
Inizio a capire qualcosa per cui allungo un pelo e vedo con piacere che Volto mi viene dietro.
Ottimo!
Rientriamo al campo nomadi della pitlane e ragioniamo insieme sulle traiettorie da usare con la fantastica mappa del circuito presa in ufficio...
Volto sul Monster
Il morale è già altissimo, le gomme hanno lavorato bene su tutte le moto, per cui subito dentro.
Utilizziamo la procedura tipica dei dei corsi, davanti io per un paio di giri, poi faccio sfilare Volto così lo vedo, poi faccio passare Save e poi di nuovo tutti dentro ai box per confrontarsi.
Certo poveretti i miei due compagni che hanno me come "esperto", però sono quello che passa il convento :-P!
Inizio a memorizzare la pista.
Il mio punto critico diventa il tornantino seccchissimo a destra di metà pista, che con i semimanubri non è comodissimo e infatti finisco spesso troppo largo,mentre il rettilineo da fare piegati mi ricorda la vecchia Misano e inizio a prendere velocità non banali in relazione alle dimensioni della pista.
Faccio sfilare Volto, che mi colpisce perchè è già abbastanza a posto di traettorie e guida il suo monster molto bene.
Si vede che è abituato all'essere in pista e a sfruttarla, sicuramente gli anni di Kart aiutano, e allo stesso tempo si vede che fa i classici errori di postura in sella dei principianti/ amatori, che in moto forte non ci vanno spesso, me compreso eh.
E' il momento di far sfilare Save che è al debutto assoluto per cui ha sicuramente bisogno di tempo per slegarsi un po', ma anche lui si merita un bel bravo, perchè sta provando a seguire i consigli che gli abbiamo dato e gira fluido.
Save sul Kawa
Rientriamo ai box e ci confrontiamo.
Do un po di consigli su postura, posizione in pista e ancora traettorie.
Il caldo è ancora maggiore, ma le gomme sono ancora belle e stabili... non ci resta che bere come cammelli.
Iniziamo quindi a entrare e uscire sfalsati, perchè continuiamo ad essere i soli in pista, per cui ci prendiamo la libertà di andare a bordo pista per fotografarci e riprenderci.
Aldilà del mero aspetto di soddisfazione personale, che non è trascurabile, le foto e i video li utilizziamo immediatamente per vedere come siamo messi in sella, e che traiettorie stiamo facendo.
Il corso a Cervesina mi ha insegnato che vale più un'immagine che mille spiegazioni.
Perchè puoi dire a uno mille volte di uscire dalla moto, ma se gli fai vedere che è dritto come un palo sei sempre più convincente!!!!
E infatti più giriamo e più miglioriamo e i tempi crollano...
Se prima il morale era altissimo, adesso è alle stelle.
Volto non sta nella pelle, se non fosse che le pedane basse del monster gli fanno sfregare un sacco gli stivali e sta esaurendo gli slider...
E il grande Save arriva a battezzare le saponette!
Con la Gialla in action
Io inizio a fare run più corti, ma cercando di tirare un pelo di più per cercare di abbassare il tempo e devo dire che mi sembra di essere arrivato ad un buon livello, visto che il tornantino fetente ho smesso di sbagliarlo e in fondo al rettilino inizio a superare i 190...
Il caldo però si fa sempre più infernale e spendiamo più di acqua e sali minerali che di benzina...per cui giustamente le pause si allungano.
Le gomme stanno lavorando ancora bene, ma siamo un po' al limtie, dovremmo sgonfiare ancora un po', ma in fondo che senso ha mettersi con 40 gradi a cercare il pelo dell'uovo per fare i tempi?!?!?
Arriva un duo con Gixxer da pista e un kawa 636 stradale.
Entrano girano, ma non ci sembrano irresistibili.
Ok che siamo Peones, ma l'agonismo è sempre lì pronto a saltar fuori.
Mentre girava fortissimo un ragazzo tutto sponsorizzato malossi su uno zip da trofeo, sicuramente la pista è più adatta a lui che ad una moto coi semimubri.
Campo nomadi della pitlane...
Verso le 12.30 facciamo l'ultima entrata, ma ormai siamo cotti per cui dopo qualche giro chiudiamo la partita e vediamo di smontare il campo nomadi.
Siamo semplicemente disidratati, in un lago di sudore, ma felicerrimi per come è andata via liscissima la mattina racing.
Pomposa si è rivelata una pista molto a conduzione famigliare, molto Peones inside, molto adatta ad una mattina di fuga fra i cordoli a basso costo.
Sicuramente voglio tornarci con la Titty perchè sono convinto che con il manubrione e l'agilità della kawina farei dei numeri.
Perchè ovviamente la prima cosa che ci siamo detti lasciando la pista è stata : "Quando lo rifacciamo?"
Stay tuned
P.S.
Chiudo con un video in soggettiva di Volto che effettua un paio di passaggi.
Il passo è sull'1.13 alto.
Da qui sicuramente abbiamo abbassato di almeno un paio di secondi, ma ripeto i tempi erano l'ultimo dei nostri interessi.
Per una volta parlo di qualcosa con 4 ruote...lo so ha dell'incredibile.
Daniele "Volto" è un carissimo amico che si diletta a girare e gareggiare in Kart e come me ama il racing in tutte le sue forme.
Era già qualche anno che mi invitava a provare il suo kart, ma vuoi gli impegni di famiglia e lavoro, vuoi la mia assoluta inesperienza nella guida del kart, non eravamo mai riusciti a combinare fino al 13 giugno.
L'appuntamento è al kartodromo di Migliaro, meteo perfetto, 29 gradi un po' ventilato.
Arrivo che Volto sta finendo la preparazione del kart.
Già solo a vederlo rimango affascinato dalla pulizia meccanica e dallo spirito racing che traspare da ogni vite.
Tutto è funzionale ad andar forte.
E' chiaro che sto entrando in un mondo completamente diverso a quello a cui sono abituato.
Già il kart è sollevato da terra su un carrello dotato di batteria e sistema idraulico che lo aggancia da dietro e lo solleva per lavorarci comodamente in piedi.
Mai vista una roba del genere, che ovviamente è cosa comune nei kart.
Le operazioni preliminari sono ok, accensione del kart direttamente sul carrello con una procedura in un certo senso di altri tempi.
Una cinghia viene avvolta ad una ruota posteriore e poi la si tira fortissimo con la seconda dentro...e in un secondo il suono del due tempi fa capolino.
Il motore è un Modena Engines 125, lamellare...un giochino da 50cv...e suona davvero benissimo....
Volto finisce di vestirsi, appoggia il kart a terra e lo spingo per mettere in moto ed entrare.
Fa qualche giro... e io resto basito.... ai miei occhi, ma direi anche in assoluto.... va come una mina, con il motore sempre in coppia che ulula...
Al rientro mi vesto in stile fantozziano.
Tuta da mecanico di tre taglie in più, asics tiger e guanti estivi da moto... ah no che fashon...
Ho le orecchie piene delle raccomandazioni di Volto...e il culo strettissimo.
Entro e sono nella mia solita situazioni.
Non conosco la pista,
Non conosco il mezzo.
Non conosco manco la posizione dei comandi.
Come dicono a Genova: Siam perfetti!
Entro e il mio obiettivo minimo è non girarmi e non far danni.
Il cambio è un burro, lo sterzo è un macigno e dopo poche curve mi sembra già di volare.
Poi insisto un pelo in una marcia, il kart entra in coppia e penso subito che non ho portato delle mutande di ricambio....
Continuo altri 3-4 giri prendendo un pelo più confidenza, ma il quadro è di uno che non ci sta capendo molto....ad essere buono....
Volto mi fa accostare e mi da qualche consiglio. Il primo è di usare più il cambio e di usare il motore come un bicilidrico da moto e non come un 4 in linea.
Riparto per altri giri ed effettivamente faccio un piccolo step.. riesco a fare un pelo più di percorrenza e a tenere meglio il motore in prossimità della coppia.
Esco che sono fradicio e con le braccia dure... una roba semplice per il fisico...
Con Volto analizziamo il tracciato e mi dice dove stare e che marce usare... sembra facile.... ma non lo è per un cazzo.
Perchè l'attrezzo usato come si deve arriva a 4g laterali in curva... che vuol dire avere velocità di percorrenza quadruple rispetto al tuo istinto di conservazione e soprattutto uno sforzo fisico impressionante.
Se come traiettorie ci sono quasi, non avendo velocità in curva, faccio calare il motore, per cui esco piano, inserisco peggio ecc...
Non è banalissimo riuscire a migliorare, perchè appena sistemi qualcosina, aumenta l'intensita dello sforzo e la precisione richiesta....
Davvero chapeu a chi li guida forte.
Rientra Volto che fa un run veloce, ma non è soddisfattissimo perchè è a 1 secondo dai suoi tempi.
Considerando che me ne sta dando 30 di secondi, potete immaginare quanto spinga lui e sia rivettato io.
Rientro e mi impegno ad applicare i consigli.
Ci capisco un pelo di più, addirittura riesco a buttare un occhio alla dashboard che ti da giri motore e velocità.
Ad ogni giro calo 1-2 secondi, proprio perchè facevo talmente schifo prima che i margini sono incredibili.
Dopo un giro che mi ha quasi soddisfatto, sbaglio completamente l'entrata nel rettilineo e capisco che devo fermarmi perchè sto perdendo lucidità.
Entra Volto alla ricerca di un tempo migliore di quelli fatti fino a qui, ma il kart ha qualche incertezza.
Facciamo qualche operazione di manutenzione senza troppo successo. L'esito è presto detto, va rifatta la carburazione perchè è un po' grasso.
Nonostante questo Volto riesce a migliorare i suoi tempi e la mattina si chiude.
Giusto per farmi deridere e per farvi capire la differenza fra uno che debutta e uno che è avesso alla guida, favorisco un paio di video.
Questo è il mio giro migliore.... Circa 1.25... a vederlo mi viene da piangere.
Dopo che vi siete fatti delle grasse risate, potete vedere un giro di Volto... Un giro di riscaldamento, poi ha ritato giù altri 2 secondi...anche se a vederlo non riesco a capire come e dove.
Direi che il paragone è imbarazzante, ma fa capire benissimo, come la guida vera e seria, non sia una cosa che si improvvisa in venti giri.
Ecco la vista dall'esterno che rende l'idea della velocità in curva.
Da parte mia sono andato via con un gran sorriso. Esperienza davvero fenomenale che prima o poi devo ripertere...e magari sperare di migliorare un pò.
Come detto nel lunghissimo report, io e il Tinto abbiamo noleggiato due moto pronto pista da Luca per la giornata al Tazio Nuvolari.
Mi sembrava giusto dedicar loro un post con la descrizione il loro comportamento.
Hornet 600
Ok appena dici Hornet 600 molti storcono il naso...
Dai la moto da cinni, senza telaio, senza motore ecc ecc
Beh non avete provato questa.
Forca rovesciata con cartucce pressurizzate bitubo, pinze radiali e piastre di sterzo dal pieno, impianto anteriore Brembo Supersport, mono racing, scarico completo, cambio elettronico, radiatore e via tutto quello che non serve.
Anche il motorino di avviamento é stato tolto, per cui ho provato l'emozione di farmi spingere in pitlane e mollare la frizione dando una culata sulla sella per farla partire.
Racing da bestia!!!!
Sì vocifera che passi i 100cv alla ruota....
Quindi almeno una quindicina in più della Hornet di serie...
Penso non occorra aggiungere altro.
Appena ci salgo la sento, altissima, durissima, leviss.. no con le pedane altissime.
Cazzo che trespolo!
Appena mi accomodo (eufemismo) mi ci sono trovo subito molto bene, in fondo é una via di mezzo fra la Titty e il Triple in salsa moooltoooo racing.
Ma come va?
Il manubrione aiuta a metterla velocemente dove vuoi e la ciclistica la senti subito solida, sicuramente non viene messa in crisi dai miei ritmi.
Non li avevo mai usati, ma l'accoppiata cambio rovesciato ed elettronico é veramente una figata.
Ho tirato delle Madonne nei primi turni, ma quando nel pomeriggio sono salito sull'R6 li ho rimpianti perché effettivamente in pista ci sono momenti in cui aiutano tantissimo.
Il motore non ha perso il carattere originale, per cui ama girare alto ma senza eccessi, già dai 6mila tira fuori dalle curve e allunga fino a 13 ululando selvaggio e facendo parecchia strada, davvero molta più di quello che si possa pensare.
Ho pochissimi dati di Racechrono, ma sul dritto ho passato i 210 con la quinta a limitatore, che non mi sembrano pochi, visto soprattutto i miei limiti nell'affrontare il curvone che immette sulla retta finale.
Piccola chicca:
Complice il sottoscritto che in qualche frangente é troppo appeso al manubrio, in uscita dai tornantini non é difficile che l'anteriore si alzi di qualche centimetro.
La cosa é assolutamente gasantissima.
Unico appunto è che in staccata si muove molto dietro....
Ma credo che sia la combinazione del trasferimento di carico all'anteriore unito al rilascio della frizione brusco in staccata che fa bloccare un attimo la ruota dietro.
Comportamento identico alla Titty, per cui la cosa non mi ha disturbato più di tanto.
Tanto l'anteriore é solidissimo, i freni potentissimi, il grip offerto dalla slick sc1 talmente alto, che non é un problema fidarsi a buttarla dentro una volta mollati i freni.
Il cambio elettronico invece mi toccherà comprarlo, perché in pista aiuta davvero tantissimo.
Sia nella destra che immette nel traguardo che in quella che fa uscire dalla essere veloce, mi era possibile salire di marcia a metà curva a moto piegata.
Cosa molto ma molto più complicata con un cambio tradizionale.
In generale mi é piaciuta parecchio. Se avesse avuto il cambio dritto e senza le mancanze di potenza random che poi me l'hanno fatta lasciare ai box nel pomeriggio, sono convinto che avrei migliorato moltissimo i tempi che ho fatto.
Diciamo che mi è rimasta la sensazione che con qualche aggiustamento e con un po' di turni in più potrei quasi quasi sfruttarla decentemente.
R6
Anche qui siamo di fronte ad una moto da corsa.
Cartucce forcella Mupo racing , pompa Brembo, motore preparato da 120cv alla ruota ecc ecc
Ci salgo e sono contento che le pedane arretrate siano meno estreme di quelle della Hornet, ma non giro in pista con i semimanubri dal 2006, per cui mi sento un po' strano in generale.
Nei due turni in cui l'ho utilizzata, a parte il piccolo reset iniziale sul cambio, devo dire che l'ho trovata molto più difficile della Hornet.
Aldilà della posizione in sella, il motore fino a 10mila é praticamente spento, poi urla fino a 15mila spingendo fortissimo.
In molti punti dovevo usare una marcia in meno che con la hornet per poter uscire decentemente dalle curve.
Quandi va tenuto sempre altissimo, tentanto di fare moltissima percorrenza.
A tenerlo alto aiuta tantissimo la frizione anti saltellamento che permette di levare marce a ripetizione con la moto dritta come un fuso che non si scompone per nulla.
Anche questa è una figata stratosferica perchè puoi preparare per bene il punto d'ingresso con la moto bella stabile.
I limiti sono talmente alti che ti danno subito la dimensione di quanto stai andando piano perché non senti mai la più piccola sbavatura dalla ciclistica in qualsiasi frangente.
Però questo potenziale ha la necessità di una concentrazione e un impegno massimi per poterli sfruttare.
Se l'avessi usata tutto il giorno sono convinto che me ne sarei innamorato di più e avrei finito per girare più forte che con la Hornet, ma per quanto l'ho usata mi viene da direi che forse è troppo per un Peones come me che fa qualche uscita l'anno e basta.
Conclusioni
L'esperienza con entrambe é stata esaltante per motivi diversi, come lo era stata quella con la Gladius a Castelletto.
Però mi ha anche insegnato che per poter lavorare su te stesso hai la necessità di avere dei punti fermi. In primis una moto che conosci e con cui hai già feeling e automatismi assodati.
Alla fine della giornata, tra la pista nuova, due moto nuove, il cambio dritto e rovescio, i consigli di Luca sulla mia guida, devo dire che ero semplicemente esausto.
Adesso non mi resta che finire di preparare la Gialla e iniziare a mettere in pratica quanto imparato con lei.
Stay Tuned!